Con l’imminente avvio del secondo ciclo Indire sul sostegno, finalizzato alla specializzazione sul sostegno da affiancare a quella del Tfa formando il doppio canale finalizzato a formare migliaia di nuovi docenti, tornano di moda le polemiche da parte di chi ritiene questa iniziativa del ministero penalizzante per chi ha frequentato corsi più articolati e costosi.
Una guerra tra poveri
Il responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega Mario Pittoni, già presidente della commissione Cultura al Senato, prova a fare chiarezza per smorzare le polemiche interne al mondo del sostegno: “Non è complicato replicare a chi, nella più classica delle guerre tra poveri, prova a denigrare i corsi INDIRE sul sostegno concepiti per rispondere alle esigenze di docenti da almeno tre annualità impegnati nel settore o che hanno completato un percorso estero”.
Le caratteristiche dei Corsi Indire sul sostegno descrivono, secondo Pittoni, il valore degli stessi e l’inutilità delle polemiche e delle lotte intestine che si stanno venendo a creare e che proseguiranno nei prossimi mesi, con l’avvio del secondo ciclo.
I limiti della formazione online
Pittoni sottolinea che “la formazione online non è un limite, anzi! Le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) sono ormai strumento fondamentale per l’insegnamento. Non valesse la formazione online, non potrebbe valere neanche il titolo conseguito col TFA ordinario in epoca pandemica”.
Spesso gli argomenti dei detrattori dei Corsi Indire si concentrano sui contenuti dei Corsi Indire, ma anche in questo caso Pittoni specifica che “i contenuti sono identici a quelli del TFA, con lo stesso carico di crediti teorici (36) previsto nel percorso tradizionale. e aree disciplinari, come Pedagogia Speciale, Psicologia dello Sviluppo e Legislazione scolastica, sono coperte nella loro interezza. I corsi includono esami di laboratorio, progettazione del PEI, didattiche inclusive e strumenti per l’osservazione educativa. Il titolo di specializzazione conseguito tramite i corsi INDIRE ha lo stesso valore giuridico dei titoli ottenuti attraverso altri percorsi di specializzazione riconosciuti dal sistema educativo nazionale”.