Ieri l’informativa del ministero con i sindacati ha rappresentato un ulteriore importante passo in avanti verso la costituzione degli elenchi regionali per il ruolo del 2026, nuovo canale di reclutamento che l’onorevole Pittoni ha definito un momentaneo doppio canale di reclutamento, in attesa che quello vero venga istituito nel prossimo futuro.
La consultazione degli elenchi
Il decreto che dovrebbe essere pubblicato entro fine anno sarà in grado di sciogliere gli ultimi dubbi inerenti un meccanismo che sembra per il momento abbastanza delineato, ma che lascia spazio ancora a qualche perplessità. Sulla quale potrà intervenire il Cspi il ci parere non è vincolante, e i sindacati, che come spesso accade hanno la forza di provare a convincere il ministero a intervenire in maniera più concreta.
Uno degli aspetti ancora da chiarire riguarda il tema della trasparenza nella gestione degli elenchi regionali per le immissioni in ruolo. Chi potrà consultarli una volta pubblicati? In base a quanto inserito nella bozza di decreto, gli elenchi saranno visibili solo ai candidati interessati. Per accedere alla loro consultazione, si dovrà fare riferimento a un’apposita area riservata che il ministero predisporrà e che verrà ambientata all’interno del sistema informativo ministeriale.
La richiesta dei sindacati
Una decisione che è finita subito sul bando degli imputati e nell’elenco degli appunti che i sindacati intendono fare al ministero, sotto forma di rilievo nella speranza che si possa arrivare a un punto di incontro. Infatti secondo le parti sociali questa decisione non è la migliore possibile, ma sarebbe opportuno provvedere alla pubblicazione degli elenchi sui siti degli Uffici scolastici regionali. Una soluzione che consentirebbe di equiparare gli elenchi regionali a tutte le altre graduatorie, assicurando in questo modo la maggior trasparenza possibile.
Il trattamento dei dati personali
Ora il Cspi ei esprimerà anche su questo punto e su tutti gli altri inseriti sulla bozza, evidenziando quelli che ritiene suscettibili di miglioramenti. Questa decisione rientra nelle indicazioni proposte dal CSPI nel trattamento dei dati degli idonei non vincitori di concorsi pubblici. Secondo la normativa, i dati non possono essere diffusi online per evitare rischi per gli interessati dalla maggiore esposizione delle informazioni sul web. Una fattispecie che assume ancora maggior rilievo in virtù della presenza dell’indicizzazione e riutilizzabilità dei dati da parte di chi non è direttamente interessato dagli elenchi stessi ma che potrebbe sfruttarli per diverse finalità.