Buoni pasto docenti e Ata: inserito nell’ordine del giorno della Commissione Cultura del Senato, si pensa di utilizzare le risorse del MOF

La parte normativa del rinnovo del contratto scuola è stata accantonata per dare priorità a quella economica, ritenuta più urgente da entrambe le parti in causa in virtù degli stipendi ancora inadeguati percepiti da tutto il personale scolastico. Un rinnovo che è arrivato in ogni caso in ritardo rispetto al previsto, cosa che sta comportando l’impossibilità di garantire aumenti di stipendio e saldo degli arretrati prima di Natale. Appuntamento ai primi mesi dell’anno.

La questione dei buoni pasto

Ma della part normativa si riprenderà a discutere con l’anno nuovo, e i sindacati, Anief in particolare, torneranno alla carica per la questione dell’introduzione dei buoni pasto per il personale scolastico. Una questione che sta particolarmente a cuore al sindacato ma che non sarà di facile risoluzione, considerato che richiede investimenti ingenti di cui al momento le casse del Governo non sembrano disporre.

In ogni caso della questione si continua a discutere: l’argomento è attenzionato dal Ministero e dell’ARAN che, a dimostrazione della volontà di prendere in considerazione la possibilità, lo ha inserito nell’ordine del giorno della Commissione Cultura del Senato. Ora il prossimo passaggio prevede che confluisca nell’atto di indirizzo per il contratto 2025-2027.

Il reperimento dei fondi

Come detto il problema è il reperimento delle risorse economiche che servirebbero per finanziare l’introduzione dei buoni pasto per tutto il personale scolastico. Una prima ipotesi è quella di utilizzare inizialmente risorse del MOF.

I sindacati puntano sul fatto che al momento nel panorama nazionale il comparto scuola è l’unico della pubblica amministrazione che non riconosce i buoni pasto. Una soluzione però che non basterebbe a coprire il fabbisogno di un intervento simile.

L’urgenza per il personale Ata

Servirebbe un finanziamento stabile e a lungo termine. Anche perché è impensabile che i buoni pasto vengano erogati solo a una parte del personale scolastico. Il pensiero va subito all’erogazione per i docenti e non per il personale Ata, ma è proprio per questi ultimi che si pone la questione, considerato che il personale ATA svolge quotidianamente turni superiori a sette ore e dovrebbe avere priorità nell’ottenimento di questo beneficio.