Graduatorie GPS 2026: confermati più diritti per i supplenti, tutte le novità

Inizia a essere messo nero su bianco il futuro delle Gps 2026, che comprenderà l’aggiornamento di febbraio (ancora da ufficializzare) e la gestione del prossimo biennio in attesa del nuovo regolamento del 2028. Inevitabile che sia l’algoritmo a catalizzare le attenzioni dei docenti, perché la decisione del ministero di rivederne il meccanismo nella parte in cui ci sarà un nuovo sistema di ripescaggio che eviterà di penalizzare docenti con buoni punteggi, era tanto auspicata quanto inattesa.

L’algoritmo tornerà indietro

Ma non c’è solo la modifica all’algoritmo che finalmente tornerà indietro. Per i supplenti si intravedono nuovi diritti. A cominciare dalla validità dell’anno di servizio in corso. La nuova ordinanza consentirà di dichiarare con riserva l’anno di servizio in corso, in modo che si possa sfruttare ai fini del punteggio. La brutta notizia è che viene confermato il ‘no’ del ministero alla possibilità di fare ricorso allo strumento della riserva per i titoli culturali.

Sempre sul fronte dei nuovi diritti, viene introdotto quello al completamento di orario. Il ministero ha deciso di mostrare segnali di apertura nei confronti delle richieste del sindacato, accettando alcune richieste, ma non tutte.

Più diritti per i precari

Questo significa che viene dato il via libera alla possibilità di completare spezzoni attraverso le graduatorie d’istituto, spezzando cattedre. Il limite sta nel tipo di incarichi a cui si applica questa possibilità, perché varrà solo per incarichi brevi e saltuari.

Restano fuori le supplenze fino al 30 giugno o al 31 agosto. In questo senso interviene il nuovo algoritmo che darà diritto al completamento consentendo ai candidati di essere nuovamente considerati nei passaggi successivi.

Infine, nuove possibilità per i docenti di ruolo in ottica disponibilità. Viene meno il limite che precludeva ai docenti di ruolo soggetti a vincoli contrattuali la possibilità di dichiararsi disponibili per spezzoni. Dal prossimo anno, i docenti che non possono indicare determinate disponibilità non saranno comunque considerati rinunciatari e verranno nuovamente lavorati dal sistema. Polemiche invece per la gestione delle certificazioni informatiche.