C’è grande curiosità e ottimismo per capire come davvero funzionerà l’algoritmo la prossima estate in virtù delle modifiche accordate dal ministero ai sindacati nell’ambito della nuova ordinanza che disciplinerà il prossimo biennio delle Gps dal 2026 al 2028.
L’urgenza della riforma
E’ stato spazzato dunque via il timore dei sindacati che la proroga dello strumento dell’ordinanza fino al 2028, con il rinvio del nuovo regolamento, fosse un “sotterfugio” del ministero per non affrontare temi spinosi e accordare riforme strutturali come appunto quella che riguarderà l’algoritmo.
Quello che è successo l’estate scorsa, e che si ripeterà la prossima, con l’introduzione della conferma del docente di sostegno su richiesta della famiglia, ha reso poi ancora più urgente la risoluzione della questione dei docenti scavalcati con alto punteggio, dal momento che addirittura quelli specializzati si sono visti “rubare” il posto da colleghi senza specializzazione ma premiati dalla richiesta di continuità.
Cosa aspettarsi dall’algoritmo
In attesa di testare sul campo le novità, il responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega Mario Pittoni, già presidente della commissione Cultura al Senato, spiega cosa cambierà con il nuovo algoritmo: “Nell’assegnazione delle supplenze finora ogni aspirante veniva preso in considerazione una sola volta. L’ordinanza ministeriale per l’aggiornamento delle GPS nel biennio 2026/28 interverrà sul funzionamento dell’algoritmo che distribuisce gli incarichi col preciso obiettivo di correggere alcune distorsioni. In passato l’impossibilità di dichiarare alcune disponibilità veniva infatti interpretata dal sistema come una rinuncia. Con la nuova ordinanza il docente non sarà più considerato rinunciatario e l’algoritmo continuerà a riesaminare il candidato, compatibilmente con le disponibilità effettivamente dichiarabili”.