Non c’è ancora una data ufficiale, ma è già scattato il conto alla rovescia per riscontrare in busta paga gli effetti del rinnovo di contratto docenti a partire dal 2026. Probabile da gennaio-febbraio 2026, contestualmente al pagamento del saldo degli arretrati spettanti e al bonus una tantum accordato dal ministero.
Trattativa lunga
Niente aumenti e arretrati, dunque, già a dicembre, come avvenne in occasione dell’ultimo rinnovo di contratto scuola. Una scadenza simbolica, ma anche pratica, che avrebbe fatto molto comodo e piacere al personale scolastico interessato. Ma le tempistiche e le lungaggini che hanno caratterizzato le trattative per il rinnovo, hanno impedito di assicurare gli aumenti entro fine anno, come d’altra parte anticipato da Aran che insisteva per una firma entro l’estate, poi disertata.
Alla fine la firma sulla parte economica del rinnovo di contratto 2022-2024 è arrivata, con un accordo che consente un aumento del 6,1%. Aumento che però verrà parzialmente notato dal personale scolastico, dal momento che una parte di questo aumento viene già percepito da diversi mesi dal personale scolastico, essendo già presente in busta paga sotto forma di IVC e anticipo del rinnovo contrattuale (complessivamente 3,85%).
Cosa accadrà a gennaio-febbraio
L’iter della firma del contratto ancora non è del tutto perfezionata. Una volta che sarà integrato in busta paga, dopo che il contratto sarà definitivamente firmato, le voci provvisorie spariranno dal cedolino e saranno unite al nuovo stipendio tabellare. Per capire quindi che aumento residuo aspettarsi, bisogna valutare un aumento lordo mensile aggiuntivo cui si aggiunge il pagamento degli arretrati riferiti ai mesi precedenti la firma.
Proprio gli arretrati costituiscono la parte più corposa, considerato che verranno erogati in un’unica soluzione. Per avere un’idea dell’importo da aspettarsi, si può considerare che verranno calcolati moltiplicando l’importo dell’anticipo per 26 mensilità circa, a seconda dei profili. Come detto per i pagamenti bisognerà aspettare gennaio o febbraio, con tassazione separata più favorevole rispetto al trattamento ordinario.