Addio supplenze nella secondaria di I e II grado: sarà il dirigente scolastico ad assegnare gli incarichi fino a 10 giorni all’organico interno

Niente più assegnazione di incarichi fino a dieci giorni mediante supplenze nella secondaria di I e II grado. Come si andrà allora a coprire la cattedra in questi casi? Spetterà al Dirigente procedere alla copertura dell’incarico facendo ricorso all’organico interno. E’ la grande novità inserita all’interno della bozza della Legge di Bilancio 2026.

La nuova procedura per i dirigenti scolastici

Si arriverebbe in questo senso a un intervento sul comma 85 dell’articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, modificando la cosiddetta Legge Renzi, che consentirebbe al Dirigente di fare ricorso al personale dell’organico dell’autonomia senza ricorrere a incarichi di supplenza esterni per la copertura di supplenze temporanee fino a dieci giorni.

Secondo quanto previsto dal testo inserito nella legge di Bilancio, il Dirigente avrà l’obbligo di fare ricorso all’organico dell’autonomia per sostituire docenti di posto comune di scuole secondarie di primo e secondo grado in caso di necessità di supplenze temporanee fino a dieci giorni di tempo. Non una possibilità, ma un obbligo procedurale da parte del dirigente scolastico. L’unica eccezione consentita potrebbe essere rappresentata dalla sussistenza di motivate esigenze di natura didattica.

Scelta per sostegno e primaria

Per quel che riguarda invece i posti di sostegno e per le sostituzione nella scuola primaria, viene lasciata la decisione ala dirigente scolastico. In questo caso non c’è obbligo ma possibilità di scelta: potrà quindi, ma non dovrà necessariamente, per le sostituzioni dei docenti su posti di sostegno e degli insegnanti di scuola primaria, ricorrere a sostituzioni per la copertura di supplenze temporanee fino a dieci giorni con personale dell’organico dell’autonomia.

La destinazione degli eventuali risparmi

Una decisione presa per velocizzare le tempistiche di assegnazione degli incarichi e per ottenere risparmi di spesa. Se così fosse, confluirebbero nell’incremento del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, senza eccedere il 15 per cento del Fondo stesso.