Sono diverse le categorie che verranno escluse dal prossimo concorso scuola Pnrr 3, che metterà in palio circa 58mila posti. Il caso più eclatante riguarda l’esclusione degli idonei dei Pnrr 1 e 2 che non si sono nel frattempo abilitati. Quelli che hanno partecipato ai precedenti concorsi con il requisito dei 24 cfu + laurea, no potranno partecipare al Pnrr 3 in virtù della fine della fase transitoria che fa decadere questo requisito.
Gli esclusi dal Pnrr 3
Ci sono poi i partecipanti ai percorsi abilitanti del terzo ciclo, che per questioni di tempistiche non potranno iscriversi con riserva. Stessa sorte che toccherà agli specializzando sul sostegno con il Tfa X ciclo, al contrario dei partecipanti ai Corsi Indire.
A questa lista di scontenti, si aggiungono coloro i quali resteranno fuori dal concorso docenti infanzia e primaria PNRR3 facenti parte della categoria dei laureandi in Scienze della formazione primaria della sessione autunnale 2024/25. Per loro niente accesso con riserva.
Una vera e propria beffa, considerato che si tratta di aspiranti docenti che sono in dirittura d’arrivo per quel che riguarda la conclusione del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria.
Fuori per pochi giorni
La decisione del ministero di anticipare il bando, lascia fuori coloro i quali si laureeranno a novembre. Se il ministero rispetterà la tabella di marcia prevista, infatti, dovrebbe pubblicare il bando nei prossimi giorni per poi aprire la finestra temporale di venti giorni per le iscrizioni. Il tutto dovrebbe concludersi tra fine ottobre e inizio novembre, lasciando fuori i laureandi per pochi giorni.
Due pesi due misure
Due pesi due misure, secondo i docenti coinvolti, se si considera che agli specializzandi Indire viene concessa l’iscrizione con riserva con la possibilità di ottenere il titolo entro il 31 gennaio 2026.
In altre parole chi si laure a novembre resta fuori, chi si specializza a fine gennaio è dentro. La questione è stata già fatta presente al ministero, che dovrà decidere nei prossimi giorni se sanare o meno questa apparente ingiustizia.