Rinnovo contratto scuola, Flc smorza gli entusiasmi: proposti solo 47 euro lordi al mese

I sindacati smorzano gli entusiasmi dopo l’incontro con il ministero all’Aran sul rinnovo del contratto scuola, per quel che riguarda la parte economica. Il clima costruttivo descritto dal presidente Aran Naddeo non trova riscontro nelle dichiarazioni post incontro di FLC CGIL, che ritiene insufficienti le cifre messe sul tavolo.

I reali aumenti previsti

Gli aumenti medi mensili previsti per il personale della scuola ammontano a 136 euro lordi, secondo quanto dichiarato dall’Aran, ma la realtà sarebbe ben diversa: più del 60% di questa somma, infatti, viene già percepita da diversi mesi dal personale scolastico mediante Indennità di Vacanza Contrattuale.

Questo significa che con l’eventuale rinnovo del contratto, per i personale scolastico il riscontro in busta paga sarà di un aumento di soli 47 euro medi lordi, più il compenso una tantum di 142 euro lordi.

Cifre che non convincono il sindacato, ritenute insufficienti. A questo si aggiungono i ritardi nell’apertura del negoziato, che rappresentano un ulteriore delusione a fronte delle risorse inadeguate messe a disposizione.

In altre parole, un ritardo simile accumulato negli ultimi mesi avrebbe trovato giustificazione in cifre sul tavolo di altro tenore.

La riduzione del potere di acquisto

Proprio l’indennità di vacanza contrattuale raddoppiata a partire dallo scorso luglio, secondo il sindacato ha ridotto il margine di manovra per aumenti all’altezza delle aspettative.

Firmare sulla base di queste cifre, vorrebbe dire accettare una riduzione di ben due terzi del potere d’acquisto dei salari. Se non verranno stanziate risorse aggiuntive, difficilmente si arriverà a un accordo, soprattutto entro fine anno come auspicato dall’Aran per saldare gli arretrati.

Ora l’attesa è tutta per la legge di bilancio 2025, che indicherà le vere intenzioni del governo circa le cifre da destinare alla scuola. Se non arriveranno nuovi stanziamenti, la trattativa potrebbe bloccarsi. Prossimo appuntamento fissato per il prossimo 31 ottobre, data in cui l’ARAN fornirà le stime degli incrementi contrattuali anche per gli altri settori come Università, Ricerca e AFAM.