Arriva finalmente il via libera dal Cdm a un percorso integrativo per chi ha maturato almeno 3 anni di esperienza nei servizi per l’infanzia, che consentirà l’iscrizione all’albo degli educatori. L’intervento normativo, proposto dal Ministero dell’Università e della Ricerca, si propone finalmente di tutelare le figure professionali che operano nel settore educativo.
Valorizzazione per migliaia di educatori
Viene in questo modo valorizzata l’esperienza di migliaia di educatori, finora messa in secondo piano. Sarà possibile grazie a un provvedimento inserito nell’ambito del disegno di legge che modifica la legge 55/2024 sulla regolamentazione delle professioni pedagogiche ed educative.
Alla base del provvedimento c’è la volontà di dare il giusto riconoscimento a chi ha conseguito una laurea triennale in Scienze dell’educazione e della formazione (classe L-19) non riuscendo però a completare l’indirizzo specifico previsto dalla normativa vigente, essendo in questo modo impossibilitato a operare nei servizi 0-3.
Percorso integrativo semplificato
Ma le cose cambiano perché da ora in avanti ci sarà la possibilità di accedere a un percorso integrativo semplificato, che possa valorizzare l’attività svolta sul campo da questi professionisti.
Il percorso sarà riservato agli educatori che dispongono di almeno tre anni di esperienza. La platea dei beneficiari sarà allargato dal fatto che non sarà necessario che questa esperienza sia continuativa, purché operata nell’ambito dei servizi per l’infanzia. L’obiettivo è assicurare continuità educativa nelle strutture, garantendo la possibilità di regolarizzazione per chi ha operato senza disporre del titolo formale abilitante.
Riduzione rispetto ai 55 cfu attualmente richiesti
Ora non resta che attendere i dettagli del decreto ministeriale, in arrivo nelle prossime settimane, che conterrà una riduzione del numero di crediti formativi universitari rispetto ai 55 CFU attualmente richiesti dall’indirizzo specifico definito nel DM 378/2018. Al tempo stesso, offrirà la possibilità di riconoscere il tirocinio curricolare tramite l’esperienza lavorativa già svolta.
