Titolo di studio per educatore nei servizi per l’infanzia: emendamento del ministero per salvare migliaia di laureati con qualifiche non più abilitanti

Quale destino per le migliaia di educatori negli asili nido che rischiano il posto di lavoro? Potrebbe aprirsi uno spiraglio grazie all’intervento del Ministero che potrebbe salvare il futuro dei laureati in Scienze dell’Educazione tagliati fuori dalla riforma del 2017. L’obiettivo è assicurare la continuità dei servizi e salvare i loro posto di lavoro.

La soluzione per migliaia di laureati

Potrebbe essere possibile grazie alla decisione del Ministero dell’Università e della Ricerca che ha presentato un emendamento al decreto legge 90/2025 (decreto legge Università). Lo scopo è trovare una soluzione alla questione dei titoli di studio per educatore nei servizi per l’infanzia.

L’obiettivo è trovare una soluzione per migliaia di laureati penalizzati dal decreto legislativo 65/2017, colpevole di depotenziare le loro qualifiche rendendole non più abilitanti. Cosa che li ha tagliati fuori dalla possibilità di lavorare nei nidi e nelle sezioni primavera.

Chi aveva scelto il percorso universitario proprio in virtù delle possibilità che offriva dal punto di vista lavorativo, ha visto cambiare le carte in tavola.

Le difficoltà delle scuole

I beneficiari dell’emendamento sono gli immatricolati entro l’anno accademico 2018/2019 nelle classi di laurea L-19 (Scienze dell’Educazione) e LM-85bis (Scienze della Formazione Primaria). La volontà è quella di estendere la validità dei titoli.

La soluzione va vista anche dal punto di vista non solo dei docenti, ma anche delle famiglie e dei nidi e scuole dell’infanzia che altrimenti rischierebbero di trovarsi in difficoltà a settembre dal punto di vista occupazionale.