Assunzione precari: dopo i concorsi Pnrr stesse condizioni del 2023 quando furono assunti oltre 22mila idonei dell’ordinario 2020

Dopo la notizia della bocciatura degli emendamenti da parte della VII Commissione al Senato inerenti le assunzioni dei precari idonei Pnrr, è crescente la preoccupazione da parte dei diretti interessati circa il loro futuro e le reali possibilità di ottenere un incarico nei prossimi anni senza dovrà necessariamente dover ripetere un concorso scuola.

Le possibilità per gli idonei

Il tutto, alla vigilia della pubblicazione del nuovo bando di concorso Pnrr 3, entro ottobre, che dovrebbe prendere il via con prove scritte prima di Natale.

Proprio la fine della fase inerente ai concorsi Pnrr, dovrebbe consentire maggior margine di manovra al Governo e al ministero, aumentando il numero di assunzioni. Nel frattempo però non vengono meno le prospettive introdotte grazie alle recenti disposizioni inerenti il decreto scuola, che consentiranno per i prossimi tre anni agli idonei Pnrr di concorrere al 30% dei posti a bando e dal 2026 di iscriversi negli elenchi regionali, aggiornando ogni anno la scelta fino all’assunzione a tempo indeterminato senza ulteriori prove concorsuali.

I vincoli Pnrr

Delinea il quadro della situazione Mario Pittoni, Responsabile Dipartimento Istruzione Lega, già Presidente Commissione Cultura Senato: “Siamo sotto elezioni e puntualmente circolano falsità tipo quella che non ci sarebbe scorrimento per i docenti idonei dei concorsi Pnrr1 e Pnrr2. Ricordiamo allora che i primi tre anni gli idonei Pnrr concorrono al 30% dei posti a bando (non esiste una percentuale degli idonei, hanno acquisito tutti il diritto di puntare al ruolo); dall’anno scolastico 2026/27 potranno anche entrare negli elenchi regionali, aggiornando ogni anno la scelta fino all’assunzione a tempo indeterminato senza ulteriori prove concorsuali. Negli elenchi regionali entreranno gli idonei dei concorsi dal 2020 in poi, cancellati dagli accordi del Governo precedente con la Commissione europea. Ma come ho più volte sottolineato, quello che conta è che si va ad attivare un meccanismo che in prima battuta non potrà garantire un elevato numero di assunzioni intervenendo solo nella distribuzione dei posti al momento disponibili; mentre in seconda battuta, superati i concorsi Pnrr, contiamo si riproducano le condizioni del 2023 quando, non disponendo ancora dei vincitori del Pnrr1, furono assunti oltre 22mila idonei dell’ordinario 2020″.