La questione delle ritenute in busta paga è da sempre motivo oggetto di contendere da parte dei sindacati, che sostengono come i primi aumenti di stipendio indiretti possano arrivare proprio, per docenti e personale scolastico in genere, dall’abolizione delle tasse.
Tassa solo per infanzia e primaria
Dalla riduzione della pressione fiscale in generale, e dall’abolizione di alcune tasse ritenute ingiuste in particolare. Una di queste tasse, ritenuta particolarmente ingiusta, sicuramente quella inerente la contribuzione obbligatoria dei docenti. Parliamo in particolare della ritenuta ENAM e sul fatto che costituisce una tassa applicata unicamente ai docenti dell’infanzia e della primaria.
Al momento, secondo la normativa, la ritenuta ENAM, che al momento è confluita nell’INPS, è obbligatoria per legge per i docenti dell’infanzia e della primaria, identificati con la sigla KA05.
In virtù di questa tassa i docenti di infanzia e primaria si vedono trattenere ogni mese un importo equivalente allo 0,8% dello stipendio tabellare.
La natura della trattenuta
Cosa succede se un docente di infanzia e primaria passa alla scuola secondaria? In questo caso continua a vedersi applicare la trattenuta fino al completamento dell’inquadramento nella nuova classe di concorso. Poi la tassa viene meno.
La norma è stata pensata per assicurare alle casse dello Stato una continuità contributiva anche nei momenti di transizione tra diversi ordini di scuola.
Ma perché i docenti di infanzia e primaria pagano questa tassa? Si tratta di una trattenuta che risale ad un decreto del 1947, e che corrisponde a una sorta di assicurazione sanitaria. L’incongruenza sta nel fatto non solo che la pagano solo alcuni docenti ma anche nel fatto che si tratta di una assicurazione non più in vigore. Nonostante questo, non è possibile disdirla e continua ad incidere come trattenuta nello stipendio dei docenti di infanzia e primaria.
