Al prossimo concorso scuola Pnrr che verrà bandito a fine ottobre (venti giorni di tempo per iscriversi e poi prove presumibilmente a fine dicembre) ci si potrà iscrivere solo con abilitazione o con i tre anni di servizio, non essendo più valido il requisito dei 24 cfu + laurea scaduto con la fine della fase transitoria.
Concorso senza servizio
Questo significa che chi si è abilitato può prendere parte alla procedura anche non disponendo dei tre anni di servizio. Uno svantaggio, senza dubbio, ai fine del risultato finale, ma comunque una possibilità da giocarsi in virtù dei benefici che può poi comportare.
Superare il concorso, anche senza anni di servizio, risultando idonei, può consentire poi di ottenere un punteggio dal concorso utile per le GPS e per concorsi futuri.
Chi parteciperà infatti con abilitazione, può fare a meno del servizio per l’accesso. La tabella di valutazione dei titoli, che dovrebbe essere confermata rispetto a quella dei precedenti Pnrr consente di ottenere due punti per ogni anno di servizio.
Le possibilità per gli idonei
Presentarsi dunque senza anni di servizio naturalmente costituisce un handicap, e riduce le possibilità di rientrare tra i vincitori, considerato che con tre o più anni di servizio si possono avere 6, anche di più, punti in graduatoria. Ma anche non rientrare tra i vincitori, risultando semplicemente idonei, consente di sperare poi nell’assunzione mediante le nuove possibilità introdotte dal decreto scuola. Oltre alla possibilità di subentrare a vincitori rinunciatari, infatti, è possibile essere assunti per scorrimento dell’elenco del 30% dei posti banditi, se utilizzato per quella classe di concorso o mediante l’inserimento nell’elenco regionali ai fini del ruolo dal 2026 in poi.
Il vantaggio nelle supplenze
Non è invece ancora prevista la possibilità di subentrare per rinuncia di un idoneo. Gli idonei in ogni caso possono poi beneficiare di punteggio specifico nelle GPS ai fini delle supplenze. Non solo: chi in futuro viene assunto a tempo indeterminato, potrà beneficiare di punteggio aggiuntivo anche nelle graduatorie interne di istituto grazie al “bonus” previsto per i concorsi ordinari.
