Il 4 ottobre sarà festa nazionale per celebrare San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia. La decisione è diventata oggi ufficiale dopo che il Senato ha approvato in via definitiva il provvedimento. Anche le scuole resteranno d’ora in poi chiuse durante questa giornata, ma non nel 2025. La festa azionale entrerà infatti in vigore a partire dal 2026, quando però non sortirà ancora alcun effetto a livello festivo per le attività coinvolte considerato che il 4 ottobre l’anno prossimo cadrà di domenica.
Un lungo ponte
Per festeggiare per la prima volta San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia con astensione dal lavoro e dalle attività scolastiche, bisognerà dunque attendere il 2027, quando cadendo di lunedì consentirà anche di organizzare un lungo ponte, in un mese tradizionalmente privo di festività.
La decisione ufficiale di rendere San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia è stata presa con il voto della commissione Affari costituzionali in sede deliberante. San Francesco d’Assisi non è in realtà una novità assoluta a livello festivo, considerato che 50 anni fa era già festeggiato.
L’anno prossimo sarà un anno particolarmente importante, considerato che coincide con il ritorno di questa festività nel calendario e cadrà anche nell’anno in cui ricorre l’ottavo centenario della morte del Santo di Assisi.
Scuole e uffici chiusi
La decisione è stata presa con un sostegno bipartisan e quasi unanime, a testimonianza dell’unità politica che esiste attorno a una figura rappresentativa dell’identità nazionale. La festa nazionale sarà l’occasione per celebrare ogni anno San Francesco “un Santo amato da tutto il popolo italiano e in cui tutto il popolo italiano si riconosce”.
La festività di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia si aggiunge agli altri dodici giorni già presenti nel calendario italiano, domeniche escluse. Per il mondo del lavoro scatta l’applicazione degli orari festivi nei luoghi professionali, divieto di compiere determinati atti giuridici e corresponsione di trattamenti retributivi aggiuntivi per i dipendenti.
Un costo anche per lo Stato, considerato che i lavoratori che presteranno servizio durante la giornata del 4 ottobre avranno diritto alle maggiorazioni dei compensi previste dalla normativa per le festività nazionali. Le scuole resteranno chiuse.