Il 4 ottobre diventa ufficialmente festa nazionale. Lo ha sancito la Camera dei deputati esprimendo 247 voti favorevoli e solo due contrari. Arriva così l’approvazione definitiva alla proposta di legge presentata da Noi Moderati per l’istituzione della festa nazionale dedicata a San Francesco d’Assisi.
Niente da fare per San Giuseppe
Niente da fare invece per la festa di San Giuseppe, il 19 marzo, bocciata dal Governo. Analoga proposta per l’istituzione di un’altra festa nazionale era stata presentata dal deputato Dieter Steger (Misto-minoranze linguistiche) con un emendamento in commissione Bilancio per far sì che il 19 marzo, San Giuseppe, diventasse anch’essa festa nazionale. La bocciatura è stata motivata dal Governo con l’eccessivo costo per lo Stato.
I prossimi passaggi
L’iter legislativo per la festa di San Francesco, invece, prosegue con l’approdo in Senato per il secondo esame definitivo. Niente festa nazionale già nel 2025, bisognerà espettare il 2026 che coinciderò con l’ottocentesimo anniversario dalla scomparsa del patrono d’Italia. In ogni caso nel 2026 la festività cadrà di domenica. Per “vedere gli effetti” della festività bisognerà attendere il 2027, quando San Francesco sarà di lunedì e consentirà un lungo ponte.
La festa di San Francesco diventa la tredicesima festa nazionale, domeniche escluse. Anche le scuole dunque resteranno chiuse il giorno di San Francesco, ma non quest’anno dal momento che la festività diventerà nazionale solo a partire dal 2026. Anno in cui però non si noterà la differenza a livello scolastico dal momento che cadrà di domenica.
Il primo anno in cui si “beneficerà” a tutti gli effetti anche a livello scolastico della festa di San Francesco sarà il 2027, anno in cui la festività cadrà di lunedì. E sarà anche un’occasione speciale considerato che sarà l’occasione per un lungo ponte, da sfruttare anche in considerazione del fatto che settembre e ottobre storicamente non prevedono giorni di festa e che le temperature sono ancora miti in gran aprte d’Italia.