Il paradosso del nuovo concorso PNRR3, che non fa più parte della fase transitoria, sta nel fatto che alcuni idonei dei concorsi scuola precedenti si troverebbero impossibilitati a prendere parte alla procedura che verrà bandita il prossimo mese e calendarizzata come prove probabilmente già prima di Natale.
Il paradosso degli idonei
Lo spiega Orizzonte Scuola con un’analisi che mette in evidenza tutte le contraddizioni di un sistema che cambiando le regole in corsa rischia di lasciare per strada chi paradossalmente mediante le nuove regole sul 30% degli idonei e i nuovi elenchi regionali in arrivo dal 2026, è in attesa del ruolo. Ma è escluso dal prossimo concorso scuola.
La fine della fase transitoria comporta infatti che il requisito della laurea + 24 cfu non è più valido come titolo di accesso. Al prossimo concorso scuola Pnrr 3 potranno partecipare solo i docenti in possesso di abilitazione o coloro i quali vantano il requisito dei tre anni di servizio.
Laurea + 24 cfu non valgono più
Niente da fare per chi ha laurea + 24 cfu, requisito che era bastato per partecipare al Pnrr 1 e al Pnrr 2 e per alcuni anche per risultare idoneo, sfiorando l’assunzione venuta meno solo per non essere riusciti a rientrare nei posti messi a bando.
Possibilità che adesso è di nuovo concreta con le novità sugli idonei del recente decreto scuola, ma che non salva dall’esclusione dal prossimo Pnrr 3. I nuovi requisiti sono abilitazione specifica per la classe di concorso richiesta oppure titolo di studio idoneo alla classe di concorso richiesta + tre anni di servizio anche non continuativi svolti nella scuola statale negli ultimi cinque, di cui almeno uno nella classe di concorso per cui si partecipa.
Le possibilità residue
Per questi docenti l’unica speranze è che nel corso del triennio riescano a rientrare nel 30% dei posti da assegnare agli idonei nel caso di posti ancora disponibili, oppure iscriversi dal 2026 agli elenchi regionali che non avranno scadenza.