Il valore dei 24 cfu è stato depotenziato negli ultimi tempi, e il culmine di questo processo si sta verificando con la marcia di avvicinamento al prossimo bando di concorso Pnrr 3, in pubblicazione entro un mese, che sancirà l’impossibilità di accedere alla procedura con questo requisito unito alla laurea.
La fine della fase transitoria
Sono gli effetti della fine della fase transitoria, che rendono di fatto inutile aver partecipato ai percorsi per il conseguimento dei 24 crediti universitari, indispensabili fino a poco tempo fa ma che adesso hanno puro valore di preparazione personale, che potrebbe comunque dare un vantaggio nel superamento del concorso.
Il rovescio della medaglia, e che non è necessario essere in possesso dei 24 cfu, ne tantomeno di essere presenti in GPS, per partecipare all’assegnazione di incarichi mediante interpelli, occasione molto ghiotta in questo periodo per ottenere un incarico da parte di quelle scuole che non sono riuscite a coprire una cattedra né da algoritmo né da graduatorie di istituto.
Il titolo di laurea valido
E’ infatti consentito dalla normativa rispondere alla procedura di assegnazione supplenze tramite interpello anche se non si dispone di iscrizione in GPS o se non si possiedono i 24 CFU. L’importante, per ottenere un incarico da interpello, è essere in possesso di un titolo di laurea valido per l’accesso.
Le occasioni maggiori
Al momento ci sono migliaia di interpelli disponibili in tutta Italia, e continuano a esserne pubblicati di nuovi ogni giorno. Ci sono disponibilità soprattutto al Nord, in particolare nella scuola primaria e dell’infanzia. E’ in questa zona che per le scuole è particolarmente complicato trovare personale, sul sostegno. Chi è in possesso di lauree in Scienze dell’educazione, Pedagogia, Scienze della formazione o diplomi liceali, anche in assenza del titolo specifico, può trovare facilmente un incarico. Situazione diametralmente opposta al Sud, dove le graduatorie risultano ancora piene e ci sono pochi interpelli disponibili.