Continuano le convocazioni fuori graduatoria per i docenti dei quali le scuole hanno bisogno in questa ultima settimana di settembre per colmare i vuoti ancora riscontrati su numerose cattedre. Per convocazioni fuori graduatoria si intendono quelle cui le scuole devono necessariamente fare ricorso nel momento in cui le Gps risultano esaurite e non è nemmeno possibile trovare profili utili nelle graduatorie di istituto della scuola con necessità o di quelle viciniori.
Il secondo step di convocazione
Con le convocazioni fuori graduatoria si passa a un secondo step di assegnazione incarichi, quello che prevede che vengano rilasciate le liberatorie per assegnare supplenze mediante interpello. Sono già numerose le scuole che stanno pubblicando sui siti ufficiali in modo da far firmare contratti su cattedre che ad anno scolastico ormai avviato sono ancora senza docente.
L’interpello dallo scorso anno ha preso definitivamente il posto delle domande di messa a disposizione. Era un istituto già presente nella scuola da diversi anni, ma adesso è stato definitivamente nobilitato in virtù della necessità di garantire quella trasparenza che le mad non assicuravano.
Il compromesso per le supplenze brevi
Con l’interpello viene ribaltato il meccanismo di assegnazione degli incarichi: se prima i dirigenti scolastici assegnavano la supplenza sulla base delle disponibilità ricevute e archiviate, adesso il percorso è inverso con i dirigenti scolastici che pubblicano gli avvisi per poi analizzare le candidature ricevute.
Fa eccezione l’interpello preventivo, con cui i dirigenti accedono a un elenco di disponibilità ricevute prima di pubblicare l’avviso, in modo da accelerare i tempi di assegnazione degli incarichi. Una formula già sperimentata lo scorso anno, e che quest’anno è stata confermata limitatamente però alle supplenze di durata massima di dieci giorni e riferite ad infanzia e primaria. Un modo per mediare tra la necessità di trasparenza nell’assegnazione degli incarichi e urgenza nel conferire una cattedra scoperte per pochi giorni, che altrimenti resterebbe tale.