I docenti destinatari di continuità sul sostegno che non sono poi riusciti a ottenere il posto per una serie di motivazioni (la principale, a livello soggettivo, è che non sono risultati nominabili nella fase zero inerente la simulazione effettuata dagli uffici scolastici), potrebbero adesso comunque spendere il requisito nella fase degli interpelli, avviata da molte scuole. Lo evidenzia oggi Orizzonte Scuola.
Un nuovo requisito
Se da un lato infatti la conferma dei docenti di sostegno è una procedura conclusa entro il 31 agosto da tutti gli uffici scolastici (e va detto che nessuno è andato oltre queste tempistiche, rispettando in pieno le indicazioni ministeriali), dall’alto questo requisiti continua a avere un forte valore, stando almeno alle comunicazioni allegato alla pubblicazione degli interpelli da parte di diversi uffici scolastici.
Tra gli interpelli pubblicati in questi giorni per posti di sostegno c’è anche, per la prima volta, il requisito “conferma da parte della famiglia”.
Ben 48.500 docenti hanno ricevuto un decreto di conferma per l’a.s. 2025/26 sul posto di sostegno, ma non tutti hanno poi mantenuto la cattedra. Questi docenti potrebbero avere una corsia preferenziali nelle convocazioni tramite interpelli, almeno stando agli avvisi, tantissimi soprattutto in Lombardia e Piemonte, in via di pubblicazione in questi giorni.
Ricordiamo che l’interpello interviene quando sia le GPS che le graduatorie di istituto risultano già esaurite.
In attesa di proroga della norma
Alcune scuole stanno inserendo tra i criteri per la scelta dell’insegnante anche l’essere destinatari di riconferma da parte della famiglia. Spesso è un requisito inserito tra le ultime posizioni, dopo il possesso di specifica specializzazione o i requisiti per l’inserimento nella seconda fascia GPS sostegno o anche tre anni di servizio su posto sostegno.
In altri casi, come in una scuola di Milano, il possesso della richiesta di conferma da parte della famiglia viene prima del requisito del servizio nella stessa scuola o di titoli affini per l’insegnamento nella primaria.
Questo conferma l’importanza che viene dato al requisito, anche dalle scuole. In attesa di capire se la norma verrà confermata anche per il prossimo anno o resterà un caso isolato.
