Le tempistiche con cui il ministero sta attuando le procedure preliminari al nuovo concorso scuola 2025, il Pnrr 3, lascerebbero pensare che il bando potrebbe arrivare in anticipo rispetto al periodo previsto della fine dell’anno. Lo si evince da un’interessante analisi condotta da Tecnica della Scuola che mette a confronto le tempistiche dei due precedenti Pnrr, evidenziando come il censimento delle aule per il Pnrr sia partito prima rispetto ai suoi predecessori. Se questo vorrà dire che il bando verrà davvero emanato prima solo il tempo potrà dirlo.
Le tempistiche previste
Al momento si ipotizza un bando per fine dicembre con prove a inizio 2026, in modo da assumere i docenti a settembre dell’anno successivo. Se invece il bando dovesse essere notevolmente anticipato, non sarebbe impossibile pensare a prove messe in calendario già entro la fine del 2025. Quello che sappiamo è che le attività di censimento delle aule è stata messa in calendario dal 15 settembre al 6 ottobre.
Il Pnrr 1
Invece nel 2023, in occasione del Pnrr 1 , primo concorso in ambito Pnrr, settembre fu il mese del DPCM inerente i 60 CFU, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il mese dopo il ministero annunciò la firma dei decreti utili a sancire la normativa per lo svolgimento dei successivi concorsi, i cosiddetti regolamenti. Ma si trattava appunto di una macchina che andava avviata per la prima volta, con tutte le lungaggini del caso.
Lo stesso mese arrivò la nota relativa al censimento delle aule per svolgere il concorso. Il termine ultimo era fissato per il 10 novembre. Mese in cui le Organizzazioni sindacali furono convocate. Dalla scadenza del censimento delle aule alla pubblicazione del bando trascorse un mese.
Il Pnrr 2
Per il Pnrr 2 a dicembre percorso simile, con nota sul censimento delle aule notevolmente in ritardo rispetto a quest’anno (il 30 ottobre per il 23 novembre, con proroga fino al 12 dicembre). Novembre che fu il mese della modifica al regolamento. Per il bando bisognò attendere l’11 dicembre, con scadenza 30 dicembre. Non resta che aspettare le prossime settimane per capire se quest’anno il ministero ha intenzione di anticipare le tempistiche.
