Entro 30 giorni dalla richiesta di accesso agli atti di un docente che teme di essere stato vittima di ingiustizia, l’amministrazione, secondo la legge, deve rispondere alla richiesta. Se da un lato si tratta di una garanzia non da poco per chi ritiene di aver subito un’ingiustizia nell’attribuzione di un incarico di supplenza, dall’altro rischia comunque di essere un lasso di tempo importante se raffrontato alle esigenze della scuola di avere in cattedra docenti certi dell’incarico. E del docente stesso, eventualmente, di recuperare il diritto all’assegnazione.
I vantaggi dell’accesso agli atti
Impossibile però che si possa imporre tempistiche minori all’amministrazione. Quindi è l’unica strada da percorrere nel momento in cui un nominato riscontrasse un punteggio non corrispondente ai reali titoli dichiarati.
L’accesso agli atti è l’unica strada che un candidato può percorrere per verificare che non ci siano stati errori nel corso dell’informatizzazione nomine supplenze, con il conferimento degli incarichi mediante algoritmo.
Grazie all’accesso agli atti, regolamentato dalla legge 241/90, si assicura la trasparenza dell’attività amministrativa, rispettando e tutelando il diritto del docente che ritiene di essere stato penalizzato di appurare che non ci siano stati vizi, a qualunque livello, nella procedura.
Le casistiche di applicazione
Il caso più comune per il quale si fa ricorso a questo genere di richiesta riguarda le sedi non disponibili. Un partecipante all’attribuzione delle supplenze dopo aver compilato la domanda per le max 150 preferenze ha diritto di richiedere copia dei documenti relativi alle sedi liberate dopo le assegnazioni provvisorie e alle sedi disponibili. Il riferimento è sia all’organico di fatto che a quello di diritto. In questo modo, può confrontarle con quelle rese disponibili nelle operazioni di supplenza.
Non è meno importante il caso di un’errata valutazione dei punteggi. Spesso i candidati temono che la mancata assegnazione di una sede preferita dipenda da un errore nel proprio punteggio o in quello di un collega che precede in graduatoria. In questo caso può essere utile avere accesso agli atti per conoscere i titoli dichiarati e il metodo di valutazione. In questo modo si può fare chiarezza sulla correttezza dei punteggi, chiedendone eventualmente la rettifica.
C’è poi spesso la necessità di verificare la corretta applicazione del meccanismo delle rinunce. L’accesso agli atti consente in questo caso di esaminare le assegnazioni e il meccanismo delle rinunce controllando il bollettino delle convocazioni. Il richiedente ha anche il diritto in questo caso di richiedere copia della domanda di inserimento/aggiornamento GPS e del modulo di scelta delle sedi.