Il paradosso del secondo bollettino: ci sono più posti disponibili che nel primo, e c’è chi ne fa le spese

Il paradosso del secondo bollettino, che molti docenti stanno riscontrando. Una lieta sorpresa per quanti non hanno ottenuto una nomina con il primo bollettino, una condizione frustrante per chi vede vanificato il proprio punteggio in graduatoria, rivelatosi paradossalmente un boomerang. Anche perché non pianamente sfruttato in occasione del bollettino zero, quando nemmeno specializzazione sul sostegno e migliore posizionamento in graduatoria sono state garanzie sufficienti di avere priorità rispetto ai colleghi destinatari di continuità nominabili al primo turno.

Chi è più penalizzato

C’è poi la situazione dei rinunciatari involontari, quelli che non sono riusciti a ottenere una nomina nel primo bollettino e che ormai sono stati superati dall’algoritmo, che non tona indietro. Con la beffa di vedere nel secondo turno disponibili cattedre che sarebbero state molto ambite nel primo, ma che non c’erano.

Il problema dei docenti scavalcati dall’algoritmo è molto ampio: non sempre si tratta di un’ingiustizia e raramente di un errore, quanto piuttosto di una condizione che dipende dall’essere stati considerati rinunciatari o che dipende dalle riserve, non segnalate nel bollettino per questione di privacy.

Ma il fatto che nel secondo bollettino ci siano più disponibilità rispetto al primo rappresenta sicuramente un’anomalia, che non dipende tanto dall’algoritmo quanto dal meccanismo generale e dal lavoro, non sempre facile, degli uffici scolastici.

I motivi

A influire su questo fenomeno sicuramente le tempistiche ristrette con cui si è avviata la fase zero, e le scadenze imposte dal ministero: a cominciare dalla pubblicazione delle assegnazioni provvisorie dei docenti di ruolo entro il 22 agosto.

Termine in larga parte rispettato, così come la scadenza della pubblicazione del bollettino zero per la conferma del docente di sostegno. Anche questo termine rispettato da tutti gli uffici scolastici, che in molti casi entro quella data hanno pubblicato il primo bollettino.

Nel secondo bollettino posi sono confluiti i posti derivanti da part time attribuiti dopo il 1° settembre, dalle rinunce e mancate prese di servizio del primo bollettino, nuove disponibilità sopraggiunte dopo l’elaborazione del primo bollettino, posti resi disponibili dopo i controlli effettuati dalle scuole sui titoli e conseguente revoca nomina, posti derivanti dai part time.

Gli errori materiali

Per i posti derivanti dal parti time, le tempistiche hanno impedito l’inserimento nel primo bollettino, dal momento che non si poteva conoscerli prima della presa di servizio per i neo immessi al 1° settembre.

Ci sono poi i posti derivanti dalle rinunce e le nuove disponibilità. Inutile negare che ci sono anche errori materiali delle scuole, che a volte hanno omesso di inserire i dati entro la data richiesta dall’ufficio scolastico. Cattedre che una volta “emerse” vanno al bollettino successivo. E’ il paradosso del secondo bollettino.