Nei giorni in cui si vanno completando tutti i tasselli per l’assegnazione delle supplenze tramite algoritmo gps con il secondo turno del bollettino in pieno corso di svolgimento, è già il momento di tirare le prime somme circa la situazione del reclutamento in Italia. La supplentite è un problema ancora molto presente nelle scuole italiane, ma ci sono dei passi in avanti rispetto all’anno scorso.
Le novità per il sostegno
E’ stato un anno di grandi cambiamenti per la scuola, soprattutto per l’abito del sostegno, con l’avvio dei Corsi Indire per la specializzazione abbreviata dei docenti di sostegno triennalisti e specializzati estero, e la stabilizzazione implicita di oltre 58mila insegnanti, anche non specializzati, con la nuova norma sulla conferma del docente di sostegno su richiesta della famiglia.
Una percentuale alta, su un totale di una platea di 120mila docenti confermabili. Numeri che confermano la bontà dell’iniziativa, nonostante le critiche piovute da più parti, e che avranno una coda importante con la nuova udienza di novembre sulla base del ricorso di sindacati e docenti aderenti.
Tornando ai numeri, i segnali positivi sulla stabilizzazione dei docenti sono innegabili. Li illustra l’Onorevole Mario Pittoni, responsabile istruzione della Lega: il ministero dell’Istruzione e del Merito in vista dell’avvio del prossimo anno scolastico, con le lezioni già iniziate in alcune scuole e le altre che inizieranno nei prossimi giorni, registra un significativo avanzamento sul fronte delle assunzioni del personale docente.
I numeri rispetto all’anno scorso
La prima nota positiva è che le assunzioni si sono concluse con tre settimane di anticipo rispetto allo scorso anno e si registra una riduzione delle reggenze nelle istituzioni scolastiche.
Passando ai numeri, entro fine mese ci saranno 41.901 nuovi docenti entreranno in ruolo, pari al 76,8% dei posti disponibili a livello nazionale. Quello che emerge più chiaramente è che si tratta del 30% in più rispetto all’anno passato, quando ci si fermò al 47,6%. Dopo le immissioni in ruolo su posto comune la copertura dell’organico è pari al 97,3% rispetto al 94% dell’anno scolastico 2024/2025. Questo non significa che è tutto risolto: lo stesso Pittoni sottolinea che “nella scuola i problemi non mancano e ci si sta lavorando, ma i segnali positivi – come preannunciato – ci sono”.
