Primo scatto stipendiale dopo tre anni e poi ogni quattro fino alla pensione: il rinnovo del contratto scuola passa anche di qui

Primo scatto di anzianità dopo tre anni. Sono chiare le idee dei sindacati in vista della riapertura del tavolo delle trattative con il ministero all’Aran di inizio settembre (appuntamento fissato per il 4, per la precisione, a ridosso dell’avvio del nuovo anno scolastico). Molti i temi sul tavolo, ma in particolare ci si concentrerà sull’aumento dello stipendio per docenti e Ata e sui buoni pasto cavallo di battaglia di Anief sul quale il sindacato non intende mollare nonostante le evidenti difficoltà realizzative in termini di budget.

140 euro di aumento in media

Ma al di là degli aumenti diretti, per i quali c’è già una base di trattativa indicativa che dovrebbe portare 140 euro medi lordi di aumento al personale scolastico al momento del rinnovo, si discute su temi collaterali, come la revisione del sistema degli scatti di anzianità, con aumenti già dopo tre anni e poi ogni quattro fino alla pensione.

Gli aumenti previsti difficilmente saranno immessi in busta paga già nel 2025. Perché questo potesse accadere, Aran era stata chiara in questo senso, la firma doveva arrivare entro l’estate, ma siamo ancora in alto mare. Per questo sarà molto difficile, se non impossibile, assicurare gli aumenti di stipendio e il saldo degli arretrati in busta paga al personale scolastico a ridosso di Natale, come avvenne in occasione dell’ultimo rinnovo. I tempi si allungano.

Gli scatti di anzianità

Marcello Pacifico di Anief chiederà di modificare l’attuale meccanismo degli scatti di anzianità, definito “illogico e ingiusto”. Il contratto attuale prevede che il primo aumento arrivi solo al nono anno di servizio, poi al quindicesimo, ventunesimo, ventottesimo e infine dopo 35 anni. Tempi troppo dilatati, secondo Anief, che chiede di ripristinare lo scatto dopo tre anni e di fissare una cadenza quadriennale.

“Un docente neo assunto deve aspettare quasi un decennio per vedere crescere lo stipendio: una situazione assurda”, dichiara Pacifico, ricordando l’emendamento al DL 45 presentato ad aprile. L’obiettivo è garantire aumenti regolari e immediati, restituendo potere d’acquisto a docenti e personale Ata, da anni penalizzati dal costo della vita e da stipendi tra i più bassi della pubblica amministrazione.

Il riconoscimento del 2013

C’è poi la questione del 2013, non riconosciuto, ma oggi valido solo ai fini giuridici. Anche in questo caso è una questione soprattutto economica: “Servono almeno 3 miliardi nella prossima legge di bilancio per non penalizzare oltre un milione di lavoratori della scuola e della ricerca”, sottolinea Pacifico.