Molti docenti potrebbero non ritirare la domanda per le 150 preferenze per paura di essere cancellati dalle Gps, e le false assegnazioni aumentano

La mancanza di un obbligo vero e proprio da parte del ministero e un po’ di disinformazione da parte dei diretti interessati sta limitando, come ogni anno, il numero di docenti che sta provvedendo a ritirare la propria domanda per le max 150 preferenze che dà diritto a essere inclusi, dalla prossima settimana, nelle convocazioni per le supplenze Gps 2025.

La cancellazione dalle Gps

Il timore principale di molti docenti interessati da questa situazione, che preferiscono “non rischiare” è di essere cancellati dalle Gps procedendo a ritirare la domanda presentata entro lo scorso 30 luglio 2025 per partecipare alle procedure in vista del prossimo anno (consentiva anche di partecipare alla mini call veloce).

Ritirare questa candidatura, è bene sottolinearlo, non comporta il rischio di essere cancellati dalle Gps, trattandosi di procedure separate che non hanno alcun legame una con l’altra. Ribadiamo dunque che chi ritira la domanda (in alcune province si fa ancora in tempo, bisogna però verificare sugli avvisi pubblicati dai singoli Usp) non corre in alcun modo il rischio di essere cancellati dalle GPS.

Le false assegnazioni

L’importanza di provvedere, la si comprende dal numero di avvisi pubblicati dagli Usp, che invitano a procedere con questo atto volontario, per garantire la regolarità di tutta la procedura, altrimenti messa a rischio da false assegnazioni. Sono infatti molti a trovarsi nella condizione di non aver più interesse a ottenere una supplenza. Maggiore sarà il numero di docenti presenti in questa categoria, maggiori saranno le false assegnazioni che comporteranno poi la necessità di revoca dell’incarico.

Incarico che nel frattempo sarà stato sottratto alla disponibilità di chi è ben posizionato in graduatoria, e che magari quella sede l’avrebbe gradita. E invece si ritrova suo malgrado rinunciatario o destinatario di una sede meno gradita, salvo poi scoprire che quella sede torna disponibile nei turni successivi.

Una storia che si ripete

Una situazione che si ripete ogni anno, e che potrebbe essere risolta alla radice solo introducendo un obbligo di rinuncia da parte del ministero. In caso contrario, ci si affiderà sempre alla correttezza e alla buona volontà del singolo nei confronti del sistema e dei colleghi.