Il divieto di doppia iscrizione ai Corsi Indire non vale per i candidati che non sono stati presi dopo la preiscrizione

La preiscrizione a un Corso Indire sul sostegno non preclude il cambio di Ateneo. L’importante precisazione arriva da parte del responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega Mario Pittoni, già presidente della commissione Cultura al Senato.

Il divieto di doppio iscrizione

Il caso riguarda coloro i quali non sono stati selezionati per partecipare ai percorsi abbreviati che consentono di ottenere la specializzazione sul sostegno, e che hanno costituito il doppio canale che nelle intenzioni del ministero servirà a scongiurare il fenomeno delle decine di migliaia di cattedre sul sostegno annualmente assegnate a docenti senza titolo.

“Se un docente ha fatto la preiscrizione al corso Indire di specializzazione sul sostegno ma non è stato preso, cioè non è in graduatoria, non può considerarsi iscritto e quindi la regola del divieto di doppia iscrizione non vale. Può tranquillamente rivolgersi a un altro ateneo”.

Le indicazioni ministeriali

La precisazione dell’onorevole si rende necessaria alla luce di alcuni episodi che hanno visto protagonisti alcuni atenei che hanno deciso, sbagliando, di respingere la richiesta di immatricolazione in virtù delle indicazioni ministeriali. Pittoni però specifica che si tratta di circostanze da valutare caso per caso, non riconducibili a un unica fattispecie: “Qualche università stoppa erroneamente la richiesta di immatricolazione rifacendosi alle indicazione del ministero sul divieto di doppia iscrizione. Ma spesso si tratta di insegnanti che non sono ancora riusciti a inserirsi nel corso (per raggiungimento del numero massimo per ateneo consentito dal MIM, senza al momento garanzie d’ingresso in un corso successivo) e chiedono al ministero di chiarire alle università che non è un tentativo di aggirare le regole. Vogliono solo potersi immatricolare – conclude Pittoni – per accedere finalmente al corso”.

Una precisazione che sarà utile per allargare la platea dei beneficiari aspiranti alla partecipazione ai nuovi corsi di specializzazione sul sostegno che si affiancano al Tfa e per i quali a ottobre dovrebbe partire il secondo ciclo per consentire l’iscrizione di quanti non avevano ancora raggiunto il requisito dei tre anni di servizio.