L’informativa tra ministero e sindacati per l’avvio delle procedure di immissione in ruolo docenti e supplenza ha consentito di mettere in moto la macchina organizzativa e soprattutto di indicare ai docenti interessati le scadenze utili ai prossimi passaggi per procedure ordinarie e straordinarie che li attendono di qui a fine agosto.
L’autorizzazione del Mef
Quello che non è emerso da parte del ministero in occasione dell’incontro con i sindacati dello scorso 8 luglio è il numero di posti da coprire in vista delle imminenti immissioni in ruolo. Questo perché il contingente deve prima essere autorizzato dal Mef. Nel frattempo, però, si sta assistendo a una situazione che può essere definita anomala, e che può generare qualche equivoco.
Il riferimento è al fatto che nonostante non ci siano ancora numeri ufficiali, in alcune regioni come la Lombardia, le immissioni in ruolo sono già iniziate. Una situazione anomala, se si considera che solitamente nessuna regione avvia le operazioni se prima non arriva l’autorizzazione del MEF?
I motivi dell’avvio anticipato
Questa anomalia rispetto alla procedura standard dipende dal fatto che regioni come la Lombardia hanno un altro numero di cattedre da coprire. Per evitare ritardi successivi e congestionamento delle procedure, queste regioni hanno scelto di anticipare le operazioni.
Lo scopo è unicamente quello di riuscire a mettere in atto una migliore gestione della procedura, per attuarla con maggiore efficienza.
Resta in ogni caso una situazione anomala, che infatti non sta mancando di causare incertezza tra i docenti. E’ bene ricordare infatti che le autorizzazioni ministeriali definitive inerenti il contingente nazionale e le istruzioni operative devono ancora essere ufficialmente pubblicate.
In un momento particolarmente delicato nel rapporto di fiducia tra docenti e istituzioni, questo tipo di circostanze non fanno alto che alimentare critiche e dare ragione a chi sostiene che ci sia poco coordinamento a livello nazionale.