Non cita direttamente il doppio canale di reclutamento, ma affronta l’argomento reclutamento l’onorevole Pittoni, responsabile dipartimento istruzione della Lega. Secondo l’Onorevole, è urgente che la normativa scolastica consenta di diversificare il reclutamento degli insegnanti.
Diversificare i meccanismi di assunzione
La necessità deriva direttamente dall’osservazione di quanto avvenuto negli ultimi anni nella scuola italiana, con la crescita esponenziale delle supplenze. A pagarne le spese, la stabilizzazione dei docenti, presupposto imprescindibile per assicurare agli studenti la qualità dell’insegnamento. Secondo Pittoni, la priorità nel prossimo futuro sarà quello di accelerare il reclutamento a tempo indeterminato diversificando i meccanismi. Il canale dei concorsi non è più sufficiente da solo, e per questo bisogna affiancare una maggiore attenzione a merito ed esperienza.
Pittoni individua i tre passaggi fondamentali per ridurre la supplentite nella scuola italiana e portarla sotto i livelli di guardia. Tre passaggi già parzialmente completati, in particolare i primi due. Il primo passo è stato quello di creare un precedente riassegnando le graduatorie di merito al concorso ordinario per docenti del 2020.
Le gaduatorie di merito
Il secondo obiettivo, anch’esso già raggiunto, è quello di fare ricorso a questo precedente per riottenere le graduatorie di merito anche per gli altri concorsi dei docenti. Il prossimo obiettivo è quello del doppio canale di reclutamento. Il presupposto è che negli ultimi dieci anni c’è stata una crescita esponenziale delle supplenze a scapito della continuità didattica. Continuità didattiche che costituirebbe invece la prima garanzia di qualità dell’insegnamento.
Uno spreco di risorse umane, considerato che nelle graduatorie c’è già personale già selezionato in abbondanza. L’obiettivo secondo Pittoni è quello di affiancare alle assunzioni dal classico concorso per titoli ed esami meccanismi che agevolino il reclutamento da graduatorie in base a merito ed esperienza. Cosa peraltro da tempo normale in altri Paesi e che consente di tenere sotto controllo il precariato.