Scatta l’allarme nell’ambito degli elenchi aggiuntivi Gps per entrare in coda alla prima fascia. Nell’anno intermedio di aggiornamento delle graduatorie, l’inserimento negli elenchi aggiuntivi un’opportunità importante per molti docenti, ma potrebbe essere a rischio. Con il fiato sospeso migliaia di docenti che rischiano l’esclusione a causa di ritardi ministeriali.
La richiesta di proroga
Una situazione già segnalata dai sindacati e dalla politica, in particolare dal M5S che ha già fatto richiesta insieme alle parti sociali per una proroga.
Il caso riguarda i docenti che hanno perfezionato l’iscrizione con riserva negli elenchi aggiuntivi delle GPS entro il 29 aprile. Una serie di ritardi nell’avvio dei percorsi abilitanti adesso però rischia di comprometterne l’ingresso definitivo. Il titolo andava conseguito entro il 30 giugno, ultima data utile per conseguire titolo di abilitazione o specializzazione sul sostegno.
Chi non ce l’ha fatta rischia di rimanere fuori, e non è un caso isolato: secondo le stime dei sindacati, sono migliaia i precari che rischiano di restare fuori, vedendo così vanificati tutti i loro sforzi, anche economici.
L’avvio dei percorsi abilitanti
La situazione ha subito destato allarme anche in ambito politico, e in tal senso si registra l’interrogazione parlamentare depositata dal M5s:: “Migliaia di docenti rischiano di essere esclusi dagli elenchi aggiuntivi della prima fascia GPS per colpe non loro, ma per i ritardi accumulati dal Ministero dell’Università e dal Governo nell’avvio dei percorsi abilitanti”.
In allerta anche Flc Cgil, che è già passata all’azione chiedendo al Ministero dell’Istruzione e del Merito la proroga dei termini. In caso contrario, per migliaia di docenti ci sarà un’evidente discriminazione. La proroga dovrebbe essere almeno fino al 10 luglio 2025, per consentire a tutti quelli che hanno gli esami entro quella data di rientrare.
In attesa di risposta del ministero
Oggi scade la possibilità di sciogliere la riserva per il titolo conseguito però entro il 30 giugno. Nelle prossime ore è attesa la risposta del ministero, in un senso o nell’altro, con la speranza che venga concessa la proroga richiesta.