Il doppio canale di specializzazione sul sostegno varato dal ministero, composto da Tfa da una parte e dai corsi abbreviati composti da corsi Indire e universitari dall’altra, immetterà nel circuito della scuola italiana migliaia di nuovi specializzati.
80mila non specializzati in cattedra
Chi lo è già, sostiene che si tratta di una decisione sbagliata, che saturerà le graduatorie e comporterà migliaia di nuovi disoccupati, considerato che già allo stato attuale i posti disponibili sul sostegno non ci sono.
Ma qual è la verità? I numeri dicono che il ministero con il doppio canale di specializzazione sul sostegno punta a coprire in tutto 72 mila cattedre, con posti così ripartiti: 35.784 per il Tfa X ciclo, 10.485 per gli specializzati all’estero, 26.550 per la prima tranche di triennalisti rispetto ai 52.622 autorizzati, in attesa del secondo ciclo che dovrebbe essere attivato entro la fine dell’anno.
Ma come mai tutti questi specializzati? Ci sono cattedre altrettanto numerose da coprire sul sostegno? Secondo il ministero, e anche secondo i sindacati sì, considerato che secondo le statistiche, il numero di docenti non specializzati in servizio nelle scuole italiane è 80mila.
Proprio questa è la situazione che il ministero, e sindacati, vogliono scongiurare per il futuro. Una situazione denunciata da anni.
Assunzione di tutti i docenti specializzati su tutti i posti disponibili
Dunque i nuovi specializzati potrebbero addirittura non bastare, considerato che ne sono in arrivo 74 mila grazie ai posti banditi con il doppio canale di specializzazione. Le categorie di destinatari sono due: gli specializzati all’estero, 6.000 Indire e 4.485 gli altri atenei; i triennalisti, 5.850 Indire e 20.700 attraverso gli altri atenei.
Secondo Anief, ancora molto c’è da fare: l’attuale organico su sostegno corrisponde al 50% di quello annualmente utilizzato per garantire la continuità didattica. Una situazione che ha potato il Ministero dell’Istruzione e del Merito a introdurre in vista del prossimo anno la nuova norma sulla conferma del docente di sostegno su richiesta della famiglia, aperta anche ai non specializzati. Ma potrebbe essere l’ultimo anno che questa categoria viene ricompresa nel progetto destinato alla continuità.
Il prossimo obiettivo è quello di assumere tutti i docenti specializzati su tutti i posti disponibili adeguando gli organici.