Buoni pasto docenti e Ata: prosegue la trattativa per inserirli nel prossimo rinnovo di contratto scuola

Prosegue la trattativa tra sindacati e ministero all’Aran finalizzata a chiudere prima possibile il rinnovo del contratto già scaduto relativo al triennio 2022-2024. Molti i punti che sanciscono ancora una netta distanza tra le parti, e l’ipotesi di riuscire a firmare entro l’estate, scadenza che consentirebbe poi di assicurare entro fine anno gli aumenti di stipendio comprensivi degli arretrati, resta sempre in bilico.

Una soluzione per i buoni pasto

Nelle ultime settimane, alle tante criticità da affrontare, si è aggiunta anche quella relativa alla questione dei buoni pasto, che se possibile ha ulteriormente allontanato parti già distanti su altri temi. L’emendamento bocciato in ambito decreto scuola non ha scoraggiato Anief, il principale sostenitore dell’iniziativa a favore del personale scolastico. E così il rinnovo del contratto scuola è una partita che si giocherà anche su questo tavolo. E la questione dei buon pasto potrebbe rappresentare l’ago della bilancia, una sorte di spartiacque per avvicinare o allontanare definitivamente le parti.

L’obiettivo di Anief è inserire i buoni pasto nella contrattazione integrativa di istituto, come già avviene per l’università. Inutile nascondere che la questione attiene principalmente il reperimento di fondi, particolarmente ingenti se si vuole assicurare il beneficio all’intero personale della scuola. Lo aveva dichiarato apertamente Naddeo, presidente Aran nelle scorse settimane, ipotizzando un processo di introduzione graduale degli stessi, partendo da alcune categorie risultando al momento impossibile garantirli a tutti.

Stipendi troppo bassi

Ma Anief resta sulla propria posizione, che è quella di ritenere fondamentale garantire questo diritto a tutto il personale scolastico, ultimo settore della pubblica amministrazione cui il beneficio ancora non è stato garantito. Beneficio che addirittura spetta a lavoratori in smart working.

Un beneficio la cui mancanza è acuita dagli stipendi ancora troppo bassi del settore, soprattutto se confrontati con il resto dei colleghi europei e se parametrati all’aumento del costo della vita negli ultimi anni.

Le altre richieste

Anief spinge affinché si attinga ad almeno parte del fondo Mof per introdurre i buoni pasto, impiegando i risparmi dal dimensionamento per rafforzare le indennità dei Dsga e l’impiego delle economie delle ex progressioni economiche per migliorare le retribuzioni del personale Ata.

Altri elementi essenziali sono la reintroduzione del primo gradone stipendiale cancellato con una decisione che è poi stata dichiarata illegittima dalla Corte di Cassazione.