Buoni pasto no, assicurazione sì: la trattativa per il rinnovo del contratto scuola è in salita

Entro l’estate ministero e Aran puntano a chiudere il rinnovo per il contratto scuola, ma ci sono una serie di questioni che tengono ancora distanti i sindacati, e che rendono a rischio il buon esito di una trattativa che se chiusa a breve consentirebbe di assicurare gli aumenti stipendiali ai docenti entro la fine del 2025.

I buoni pasto da 13 euro

Una di questa questione è sicuramente quella dei buoni pasto per docenti e ata, cavallo di battaglia di Anief bocciato come emendamento al decreto scuola nelle scorse settimane che diventerà a questo punto ago della bilancia della trattativa per i rinnovo del contratto scuola.

Il settore scuola è di fatto l’unico in Italia in cui non vengono riconosciuti i buoni pasto, discriminazione inaccettabile per Anief e si pensa che ormai è un diritto acquisito persino da chi lavora in smart working. L’introduzione dovrebbe essere di 13 euro al giorno per tutti i ruoli della scuola, a prescindere dalle ore lavorate.

“Sarebbe una importante novità, perché non si comprende il motivo per il quale i lavoratori della conoscenza e chi opera nella ricerca pubblica non possa accedere ai buoni pasto, come invece avviene nel resto della pubblica amministrazione“, dichiara il sindacalista. Per Anief i buoni pasto dovrebbero essere garantiti a prescindere dalla presenza fisica o da un orario lavorativo minimo. Deve diventare un diritto di ogni lavoratore, a prescindere dalla mansione.

Aran pessimista, Valditara punta sull’assicurazione

Il problema sono come spesso accade in questo genere di trattative le risorse per garantire un diritto a una platea così estesa di beneficiari. In questo senso Anief ha già le idee chiare, suggerendo l’impiego di ingenti risorse principali come l’utilizzo delle risorse a disposizione (300 milioni di euro) e i risparmi derivanti dalla mancata attivazione dei profili professionali ATA (114 milioni di euro), di quelli statali per la formazione incentivante (40 milioni) e i fondi per la valorizzazione del sistema scolastico (da 100 a 200 milioni).

Ne sapremo di più nei prossimi giorni, dal momento che il prossimo appuntamento è fissato all’Aran il prossimo 26 giugno. Valditara nelle scorse ore ha parlato di assicurazione per infortuni, assicurazione sanitaria dal 2026 e ripristino della diaria per i viaggi di studio, ma non di buoni pasto. Pessimista Antonio Naddeo, presidente di Aran, che sottolinea la mancanza di fondi necessari.