Si è finalmente sbloccata la situazione relativa al doppio canale di specializzazione sul sostegno, composto dai Corsi Indire e universitari, riservati a triennalisti e specializzati estero, che si vanno ad affiancare al Tfa.
Preoccupano i pochi posti disponibili
Prima sono stati pubblicati i bandi per i corsi abbreviati per la specializzazione sul sostegno, nelle scorse ore è toccato al decreto che sancisce l’avvio del Tfa, con prove preselettive già messe in calendario a metà luglio e la novità dell’assenza della quota del 35% per i triennalisti, dirottati sui Corsi Indire dopo la fine della fase transitoria.
A far discutere nelle ore successive alla pubblicazione dei decreti il numero limitato di posto, soprattutto per i Corsi Indire. La riprova che nonostante le critiche mosse a questa modalità facilitata di accedere alla specializzazione sul sostegno, c’è una vasta platea di docenti interessati.
I numeri, secondo l’onorevole Pittoni, non devono però essere motivo di preoccupazione da chi teme di restare fuori in base alle graduatorie che verranno stilate da Indire e dalle Università. Infatti sono numeri che sono destinati a crescere. Lo spiega in una nota lo stesso Mario Pittoni, Responsabile Dipartimento Istruzione Lega.
Posti destinati ad aumentare
Per quel che riguarda l’avvio imminente dei corsi Indire, che dovrebbero in ogni caso partire a settembre con le lezioni ma con iscrizioni fissate entro l’8 luglio, spiega che “il Ministero ha concluso le operazioni di competenza per l’avvio dei corsi Indire di specializzazione sul sostegno, sia per quanto riguarda quelli curati direttamente da Indire che quelli gestiti dalle università”.
Altro elementi importante riguarda le tempistiche, infatti l’avvio dei Corsi è previsto in contemporanea per i docenti con tre annualità di esperienza specifica o che hanno il titolo estero. Per quel che riguarda i posti disponibili, Pittoni specifica che non è importante farci troppo caso, dal momento che siamo solo all’inizio del percorso e la disponibilità di posti è destinata ad aumentare in base alle richieste.
Il secondo ciclo
Questo conferma anche la volontà del ministero di avviare un secondo ciclo di percorsi, probabilmente subito dopo l’avvio del primo, che consentirà ai docenti interessati rimasti fuori dai requisiti di questo primo ciclo (soprattutto il perfezionamento dei te anni di servizio), di iscriversi al prossimo.
