Sono giorni decisivi per capire il futuro della contestatissima nuova norma che consente alle famiglie di studenti con disabilità di chiedere la conferma del proprio docente. Domani 21 maggio al Tar del Lazio andrà in scena un importante incontro che determinerà il futuro del decreto ministeriale n. 32/2025.
Le perplessità dei sindacati
I sindacati sono compatti nell’opporsi a una normativa che sicuramente va nella direzione dell’interesse dello studente, ma che inevitabilmente rischia di penalizzare i docenti che non vengono confermati e che potrebbero essere scavalcati in graduatoria dai colleghi, almeno nei primi turni di convocazione tramite algoritmo fino al 31 agosto.
Il ricorso è stato presentato da divere sigle sindacali, tra cui FLC-CGIL, Gilda, ANIEF e UIL Scuola RUA. Secondo questi sindacati, si tratta di un provvedimento incostituzionale, che viola il principio di trasparenza nelle procedure di reclutamento. Non solo: sarebbe a rischio anche il vero ruolo del docente di sostegno, in questo modo non più figura integrata nella classe e nel sistema scuola, ma su misura di un singolo studente.
Le richieste per la continuità didattica
C’è poi il rischio di clientelismo e favoritismi, secondo i sindacati, che contravvengono alla logica dell’assegnazione degli incarichi scolastici basati sulle graduatorie e non sull’assegnazione diretta degli incarichi. Il fatto poi che anche i docenti non specializzati potranno essere confermati, sta generando ulteriori proteste e polemiche.
Per i sindacati sarà l’occasione di rilanciare sul tema del reclutamento stabile dei docenti e della trasformazione delle cattedre in deroga in organico di diritto, vero strumento per garantire la continuità didattica.
Intanto Cisl Scuola proprio oggi ha chiesto un incontro urgente al ministero per definire alcuni dettagli ancora poco chiari della normativa.