Sembra sempre più in salita la rattativa per arrivare alla firma sul rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Ccnl) per il settore scuola 2022-24. Con il fiato sospeso circa 1,2 milioni di lavoratori tra docenti, dirigenti e personale Ata. Il ‘no’ all’emendamento sui buoni pasto rischia di rallentare ulteriormente il dialogo tra ministero e sindacati, o addirittura di bloccarlo del tutto.
No all’emendamento
Dopo la concessione dei buoni pasto per i dipendenti inquadrati nel contratto nazionale delle Funzioni centrali, i sindacati hanno deciso che non si può più rimandare l’introduzione di questo diritto anche per docenti e Ata, anche in considerazione del fatto che in Italia ottengono i buoni pasto anche dipendenti in smart working.
Il problema perà è economico, ma Anief rilancia dopo la bocciautra dell’emendamento al decreto Scuola-Pnrr e punta all’inserimento nell’ambito della trattativa per il rinnovo del contratto, con il precedente favorevole della formazione retribuita nel contratto 2019-2021.
La strategia di Anief è ottenere il riconoscimento del diritto ai voucher nel contratto collettivo nazionale in modo da proseguire la contrattazione di secondo livello “in base alle risorse disponibili”. Fine maggio in questo senso sarà un momento decisivo per capire se ci sono margini di manovra, ma Aran invita a restare con i piedi per terra, perché per arrivare al sì serve una disposizione di legge che autorizzi lo stanziamento di ulteriori risorse. Antonio Naddeo, presidente dell’Agenzia, sottolinea come i fondi per garantire un simile diritto a una platea ampia come il personale scolastico sono ignenti.
Il compromesso
Al momento non ci sono coperture adeguate. Un compromesso sarebbe garantire il diritto ai dipendenti del comparto scuola che maturano l’orario lavorativo più lungo. “Parliamo soprattutto di dirigenti scolastici e personale Ata, e marginalmente dei docenti, che con la riduzione da 6 a 5 giorni della settimana lavorativa hanno visto il proprio orario lavorativo giornaliero raggiungere la soglia delle 7 ore e 12 minuti che fa scattare il beneficio”, aggiunge Naddeo.
