Scuola

Trasformazione organico di fatto in organico diritto: assunzione del personale precario su tutti i posti vacanti disponibili, soprattutto su sostegno

Dopo la recente riunione con il Ministero sull’assegnazione della dotazione organica del personale docente per l’anno scolastico 2024-25, la Uil Scuola Rua ha dichiarato che l’organico del personale docente rimane pressoché invariato rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il sindacato ha espresso forte contrarietà su diversi punti e ha sottolineato le sue preoccupazioni in merito a scelte che potrebbero influire negativamente sul sistema educativo.

Il rischio della riduzione dei posti

In particolare, la Uil ha evidenziato che i posti di educazione motoria attivati nelle classi IV e V della scuola primaria sono stati mantenuti invariati. Tale decisione, secondo il sindacato, potrebbe portare a una riduzione dei posti comuni e di sostegno, nonché a una diminuzione complessiva del numero di classi autorizzabili. La Uil ha sottolineato che questi posti non rappresentano un aumento effettivo, ma sono autorizzabili nel limite delle risorse finanziarie disponibili, mantenendo invariato l’organico.

Per quanto riguarda i posti di sostegno, il sindacato ha notato che, nonostante un incremento di 9.000 posti per l’anno scolastico 2023/24, l’organico rimane invariato per il 2024/25. La Uil ha richiamato l’attenzione sul fatto che l’aumento dei posti per l’anno precedente comporta una riduzione delle risorse destinate al personale specializzato per l’insegnamento agli alunni con disabilità.

L’organico di diritto

La Uil ritiene che la trasformazione dell’intero organico in organico di diritto, soprattutto per i posti di sostegno, sia fondamentale per garantire la continuità didattica agli studenti con disabilità, riducendo il ricorso a supplenti e migliorando la stabilità del personale.

Infine, il sindacato ha criticato la riduzione di più di 2.000 posti per le classi in deroga, effettuata lo scorso anno. Questa riduzione, secondo la Uil, non risolverà il problema delle “classi pollaio” e non terrà conto del calo demografico. La Uil Scuola Rua continua a sostenere che la denatalità dovrebbe essere vista come un’opportunità per investire in un’istruzione personalizzata e per adattare le classi alle esigenze degli studenti.

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