Posti vacanti a chi è in prima e seconda fascia GPS, ma per la stabilizzazione bisognerà superare corsi universitari di formazione e abilitazione

Si torna a parlare di docenti precari dal prossimo 12 settembre, quando in Commissione al Senato si discuterà (dopo il primo confronto prima dell’estate) del disegno di legge presentato dalla senatrice di Fratelli d’Italia Carmela Bucalo, il numero S. 545. Non solo doppio canale di reclutamento, obiettivo manifesto del disegno di legge.

La valorizzazione delle Gps

La proposta principale ruota attorno alla valorizzazione delle graduatorie provinciali per le supplenze, da affiancare alla stabilizzazione degli insegnanti precari. Un disegno di legge che affronta più argomenti, come l’accesso alla formazione e la mobilità professionale.

Filo conduttore la lotta al precariato. Negli articoli 1 e 2 del disegno di legge si parla di posti vacanti e disponibili su sostegno e su posto comune. La proposta è di assegnarli a tempo determinato a chi è presente in prima e seconda fascia GPS.

Per averne diritto, però, bisognerà partecipare a corsi universitari di formazione e abilitazione. L’esito finale dipenderà da un esame che garantirà il buon esito del percorso.

Formazione affidata ancora a Indire

La strada è ancora lunga, e infatti si pensa a far entrare in vigore il nuovo sistema di reclutamento a partire dall’anno scolastico 2026/2027.

La formazione sarebbe gestita da INDIRE, lo stesso ente che si sta occupando dei corsi abbreviati per la specializzazione sul sostegno riservata a triennalisti e specializzati estero.

Soluzione per i docenti assunti con riserva e poi licenziati

Sempre in tema assunzioni, l’articolo 6 mira all’assunzione del 100% degli idonei dei concorsi, andando oltre il 30% attuale. La validità delle graduatorie del 2020 verrebbe prorogata. Infine, una soluzione per i docenti assunti con riserva e poi licenziati. Si arriverebbe all’annullamento dei provvedimenti di licenziamento e il reintegro nei ruoli per coloro che abbiano superato positivamente l’anno di prova.

Dal 12 settembre, in concomitanza con il rientro in classe di molti studenti, si torna dunque a parlarne in Senato, una legge complessa e struttuata il cui percorso di realizzazione sarà tutt’altro che semplice.