Scuola

Aumento stipendio docenti: risorse immediate per rispondere al 6.1% di inflazione in attesa di un nuovo accordo relativo al triennio 2022-24

Non sarà una trattativa semplice quella che porterà al rinnovo del contratto scuola, soprattutto se il ministero non sarà in grado di dare ampie garanzie ai sindacati che questo sia solo un contratto transitorio, considerato che è già scaduto, propedeutico a quello che va firmato a breve per il triennio 2022/202.

L’ammissione del ministro

In questo senso il ministro Bianchi ha dato segnali importanti, almeno a parole, per quel che riguarda la consapevolezza della necessità di assicurare ai docenti stipendi più adeguati: “Se anche il ministro dell’Istruzione ammette senza problemi che ‘paghiamo troppo poco i nostri insegnanti’ e che sta facendo ‘battaglie titaniche con la Ragioneria per farlo capire’ è chiaro che si continua a gestire la scuola come se fosse un’azienda e non il luogo di formazione e crescita del bene più prezioso quali sono i giovani”.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, presenta così l’avvio delle trattative per il rinnovo contrattuale fermo da tre anni e mezzo.

Inflazione insostenibile

“La logica del ‘bilancino’ applicata al comparto Istruzione ci sta facendo arretrare sempre più, lo dicono chiaramente i dati sulle competenze studentesche degli ultimi anni – spiega Pacifico – , come si continua a mortificare gli insegnanti e il personale Ata, a cui si danno stipendi molto più bassi della media Ue senza alcuna possibilità di carriera: nel frattempo anche sul breve periodo l’inflazione avanza in modo impressionante, sopra il 6%, facendo registrare un incremento senza precedenti in tutta Europa, e si chiede ora al sindacato di dire sì ad aumenti per il contratto di lavoro nazionale della scuola attorno al 3,78%: per noi l’unica soluzione possibile è sottoscrive un contratto ‘ponte’ per il periodo 2019/2021 e poi concentrare gli sforzi, con aumenti molto più consistenti sul Ccnl del triennio successivo. Anche andando a rivedere il modello organizzativo scolastico adeguandolo ai tempi su più ambiti: dalle nuove figure professionali alle carriere interne, dalle sanzioni disciplinari fino alla didattica a distanza e al lavoro agile”.

Sciopero inevitabile

I sindacati si aspettano che sul tavolo vengano messe cifre superiori a quelle concordate finora, assolutamente insufficienti a soddisfare sindacati e personale scolastico: “Per sottoscrivere un rinnovo contrattuale serio e che soddisfi i lavoratori della scuola servono risorse fresche. È chiaro che se le cifre che verranno messe sul tavolo sono quello finora emerse – conclude il sindacalista autonomo –, lo sciopero generale del 30 maggio rischia di diventare un’altra tappa verso la mobilitazione continua dei lavoratori contro un trattamento che non meritano”.