Scuola

Riforma reclutamento insegnanti: servirà l’abilitazione con i 60 Cfu

La riforma del reclutamento insegnanti prende forma, e passerà attraverso una serie di modifiche all’attuale sistema di accesso alla professione che cambieranno profondamente la filosofia del percorso per chi aspira a una cattedra. Lo scopo è migliorare i criteri di selezione, in modo da avere vincitori dei concorsi in cattedra già pronti e scelti in base a criteri più stringenti.

Fallimento dei quiz

“Il fallimento dei test ‘a crocetta’ per selezionare i docenti, in alcuni casi con oltre il 90 per cento di bocciati, era prevedibile. È vero che fanno risparmiare soldi e tempo all’Amministrazione, ma sul risultato gioca un ruolo preponderante la fortuna. Non a caso la nostra proposta di riforma del reclutamento degli insegnanti già consegnata al ministro, li esclude”.

Lo ha detto ad Orizzonte Scuola Tv il senatore Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega e vicepresidente della commissione Cultura a Palazzo Madama, che spiega: “La fase transitoria di tale proposta prevede un piano riservato ai docenti precari di lungo corso, categoria per categoria, normandone il percorso formativo per l’abilitazione e l’eventuale specializzazione sul sostegno, con accesso finale al ruolo. Il concorso ordinario, con procedura semplificata per garantire cadenza regolare e ravvicinata nel tempo, presta invece particolare attenzione a conoscenze disciplinari e capacità comunicativa e relazionale. Nessuna prova preselettiva e nessun test a risposta chiusa, cioè niente selezione a crocetta. Del docente vanno valutate attitudine, capacità e maturità“.

Introduzione dei 6o Cfu

Una delle novità più importanti che rivoluzioneranno il modo di diventare insegnanti sarà la necessità di acquisire i crediti formativi universitari. Pittoni spiega come funzionerà: “Di conseguenza – ha proseguito il senatore della Lega – la prova scritta consiste in un insieme di quesiti/tracce che richiedono l’elaborazione di un breve saggio strutturato. Condizione per l’ammissione è il titolo di studio congiunto all’abilitazione all’insegnamento, che si consegue in un percorso formativo accademico di 60 CFU. Il concorso prevede una prova scritta a carattere disciplinare con sviluppo, come detto, di alcune tematiche e una orale consistente nella simulazione di un’unità didattica. In parallelo al sistema concorsuale ordinario viene istituita una procedura d’assunzione in ruolo utilizzando le graduatorie dei supplenti. La formazione inizia con la stipula del primo contratto a tempo determinato e si conclude con i 36 mesi di servizio“.

Abilitazione e valutazione titoli

La fase finale di questo percorso porterà ad arrivare in cattedra già formati: “La conclusione dell’attività formativa di servizio comporterà il diritto all’acquisizione dell’abilitazione all’insegnamento previa frequenza e superamento di un corso accademico, e il diritto di partecipare a una procedura concorsuale abbreviata consistente nell’espletamento di una prova orale (simulazione di una lezione) e – conclude Pittoni – nella valutazione dei titoli”.