Scuola

Supplenze per sostituire i non vaccinati: “Se dura tre mesi vale come tirocinio”

Oggi tutte le scuole chiudono i battenti per le vacanze di Natale, e questa pausa servirà anche a mascherare i problemi legati alla mancanza di docenti e del personale Ata non ancora vaccinati. Problema che non ha fatto in tempo a esplodere, considerata l’introduzione dell’obbligo il 15 dicembre e i tempi tecnici per controlli e tolleranza di cinque giorni per presentare la documentazione che attesti la regolarità del proprio piano vaccinale individuale.

Rischio lezioni in tilt a gennaio

Ma a gennaio, qualunque sia la data della ripresa delle lezioni, inevitabilmente ci si dovrà scontrare con il problema della mancanza di docenti e Ata per la mancata vaccinazione, cui si potranno sommare assenze legate ad altre motivazioni come malattie generiche, quarantene e Covid stesso. Per i dirigenti scolastici il rischio che le lezioni e lo svolgimento delle attività didattiche vadano in tilt è alto.

Tra i 10mila e i 30mila docenti da sostituire

Difficile quantificare le esigenze cui dovranno far fronte le scuole in termini di reperimento delle supplenze. Al Corriere della Sera, il presidente di Anp, Antonello Giannelli, ipotizza che si possa trattare di un esercito di circa 10mila docenti che non si vaccineranno. Un numero che tende al minimo. Se invece si vuole fare una stima più pessimistica, si può pensare che i docenti assenti per mancata vaccinazione possano essere anche 30mila.

Supplenza di tre mesi varrà come tirocinio

C’è chi corre già ai ripari, come sta facendo in Alto Adige, il presidente del corso di laurea in Scienze della Formazione, Paul Videsott. Per non farsi trovare impreparato all’eventualità di assenze massicce di docenti alla ripresa delle lezioni di gennaio, ha già preparato un piano d’azione che coinvolge i suoi studenti nell’eventualità di coprire ore nella scuola dell’infanzia e nella primaria: “L’idea è di spostare le lezioni del mattino al pomeriggio, in modo da consentire alle studentesse di garantire le supplenze. Non serve alcun accordo specifico, applichiamo il regolamento già in essere per le supplenze. Del resto il quinto anno più che sulle lezioni in aula, punta molto sul tirocinio. Se le studentesse accetteranno di fare supplenza per un periodo di oltre tre mesi, verrà loro riconosciuto come tirocinio. Chi vorrà potrà fare una supplenza, se sarà di tre mesi sarà riconosciuta come tirocinio”.