Altro che abolizione dei Cfu: da 24 ne serviranno 60 per partecipare ai concorsi
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Altro che abolizione dei Cfu: da 24 ne serviranno 60 per partecipare ai concorsi

Altro che addio ai Cfu. Il Ministero raddoppia, anzi quasi triplica perchè per accedere ai prossimi concorsi non basteranno più 24 Cfu come accade adesso, ma ne serviranno addirittura 60. Solo cambia la loro natura. In attesa dell’attuazione de concorsi ordinari, il Ministero lavora sotto traccia alla riforma del reclutamento che potrebbe viaggiare parallelamente all’attuazione dei bandi rimasti in sospeso nell’ultimo anno e mezzo causa pandemia.

Concorsi annuali, ma semplificati

Proprio questa situazione, per quanto eccezionale, ha fatto capire come le procedure concorsuali necessitino di ulteriore semplificazione: solo così si potrà riuscire a ottenere il risultato di concorsi da bandire annualmente, che possano tenere testa alle esigenze della scuola fatte di pensionamenti e anni di precariato e supplentite.

Cambia sostanzialmente la filosofia che porta al reclutamento docenti, perchè nelle intenzioni del ministro Bianchi bisognerà arrivare ai concorsi già motivati e soprattutto formati. Per poter partecipare ai concorsi, infatti sarà necessario abilitarsi attraverso l’acquisizione di 60 crediti universitari nel settore pedagogico. I 24 che conoscevamo finora, si trasformano in crediti da ottenere mediante tirocinio.

Procedura per titoli e servizi

Una volta acquisiti i 60 crediti universitari, si avrà la possibilità di accedere ai concorsi ‘semplificati’ con una sola prova scritta a risposte chiuse. Superato il concorso, il candidato potrà svolgere l’anno di formazione e prova.

Nel frattempo però c’è da fare i conti anche con la pesante eredità del passato. In questo senso diventa fondamentale stabilizzare i precari storici e per questo si pensa a una nuova fase transitoria per i precari con almeno tre anni di servizio che verrebbero stabilizzati attraverso una procedura per titoli e servizi.

Riapertura dei percorsi abilitanti

I sindacati spingono per il ritorno in voga del ‘doppio canale di reclutamento‘. Una procedura che consenta l’assunzione al 50 per cento da concorsi ordinari e al restante 50 per cento da graduatorie per titoli e servizi.
Per questo i sindacati chiedono a gran voce la convocazione del tavolo sul reclutamento. Dunque riapertura dei percorsi abilitanti, fermi ormai da otto anni e riabilitazione dei precari ‘storici’.

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