PAS abilitazione insegnamento e non solo: stabilizzazione attraverso concorsi per titoli e servizio
Scuola

PAS abilitazione insegnamento e non solo: stabilizzazione attraverso concorsi per titoli e servizio

Il paradosso dei concorsi scuola è che proprio adesso che siamo a un passo dal via, emergono con sempre più forza le critiche nei confronti di una procedura per l’abilitazione all’insegnamento che appare obsoleta e farraginosa. La conferma sta proprio nel ritardo con cui i concorsi scuola stanno per essere attuati, a più di un anno dal bando che li aveva regolarizzati. Colpa della pandemia, certo, ma anche di una procedura che a livello burocratico e organizzativo è costituita da una mole eccessiva di paletti.

I supplenti ormai rifiutano gli incarichi

Il risultato è che l’esercito dei supplenti e dei precari si fa sempre più consistente, creando malumore e sfiducia nella professione, oltre che disagi alle scuole e agli alunni, con tanti saluti al diritto all’istruzione e all’importanza della continuità didattica. La tendenza dell’ultimo periodo poi, con i supplenti sempre più propensi a rifiutare gli incarichi rischia di far diventare la scuola italiana una nave alla deriva.

E allora diventa sempre più necessario immettere in ruolo i precari e ridurre i supplenti in attesa di contratto e privi di certezze per il futuro. Ecco quindi che la stabilizzazione dei precari diventa prioritaria rispetto ai concorsi. Fa parte di questa frangia il senatore della Lega Mario Pittoni, che sta portando avanti una sorta di battaglia personale per tornare al doppio canale di reclutamento, come anche suggerito da sindacati come Anief. Un meccanismo che consente l’assunzione per titoli e servizio dei precari con almeno tre anni di servizio da affiancare ai concorsi ordinari destinati ai nuovi laureati. Altro strumento sarebbe quello dell’abilitazione tramite PAS, grazie al quale ridurre il precariato.

Stabilizzazione attraverso concorsi per titoli e servizio

Le parlamentari Bucalo e Frassinetti: “Da sempre Fratelli d’Italia sostiene che la soluzione vera per eliminare il precariato è quella di prevedere, in questa fase di emergenza sanitaria, la stabilizzazione attraverso concorsi per titoli e servizio, per tutti coloro che hanno un’esperienza lavorativa di almeno trentasei mesi di servizio e soprattutto prevedere subito percorsi di formazione abilitanti, utili ad accedere al ruolo ai tanti precari che da anni aspettano di potersi abilitare”.

Uil Scuola sostiene che “la scuola non ha alcun bisogno di concorsi di abilità. Per questo continueremo a rivendicare una soluzione transitoria che accompagni la situazione a regime, tutta ancora da definire: la soluzione al problema del precariato resta un nuovo sistema di reclutamento a regime che preveda formazione ed attività di tutoraggio e che preveda, in una fase transitoria la stabilizzazione, con concorsi per titoli e servizio, per tutti coloro che vantano un’esperienza lavorativa di almeno trentasei mesi con assunzioni a tempo indeterminato”, ha detto Pino Turi, il segretario generale.

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