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Confindustria Emilia Romagna Green Pass: posticipare di 15 giorni l’entrata in vigore

Confindustria Emilia Romagna dubbiosa sul Green Pass introdotto già tra pochi giorni: il presidente Valter Caiumi ritiene che il 15 ottobre sia una data troppo ravvicinata per l’introduzione del Green Pass obbligatorio per aziende pubbliche e private. Troppe ancora le cose da sistemare. Per questo, secondo Confindustria Emilia Romagna, sarebbe opportuno rimandare di almeno quindici giorni l’introduzione dell’obbligo di green pass nelle aziende, facendolo slittare dunque a inizio novembre.

Tempi troppo ristretti

In una intervista al Corriere, spiega il suo punto di vista, che non è una critica al Green Pass, ma soltanto una necessità di correzione riguardo i tempi, in modo da consentire di partire permettendo tutti di farsi trovare pronti.

«Bene l’obbligo di carta verde — spiega — ma le imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni, sono preoccupate e vanno messe nelle condizioni di poter attenersi con serenità alle regole previste dal decreto del governo». Le sue proposte, oltre a quella di rimandare l’entrata in vigore del Super Green Pass, sono allungamento della validità dei tamponi rapidi a 72 ore e la possibilità di effettuarli in modalità fai da te in azienda alla presenza di figure che ne certifichino il risultato. Per questo, servirebbe la creazione di un albo ad hoc per questa mansione. Non solo: i costi dovrebbero essere a carico del datore di lavoro.

Modello tedesco e francese

Caiumi non vuole inventare nulla di speciale: suggerisce soltanto di prendere ad esempio ciò che hanno fatto all’estero: «Si potrebbe, per esempio, guardare a due modelli che funzionano: quello francese e quello tedesco. In Francia i tamponi rapidi hanno la validità di 72 ore, non di 48. Proprio come qui accade per i test molecolari, che però sono più complessi da effettuare e hanno costi più elevati».

«In Germania esistono percorsi formativi con cui, tramite webinar, si autorizzano alcuni addetti, medici aziendali o responsabili della sicurezza o altri, ad assistere i lavoratori che si “auto-tamponano” e a certificare su un documento della società di appartenenza l’esito dei test. Tali figure appartengono ad un albo ad hoc, l’albo dei certificatori. Questa modalità nei Länder tedeschi funziona e, secondo me, potrebbe funzionare anche sul nostro territorio. Potremmo creare un albo ad hoc, risolvere l’impasse in azienda senza dover poggiarsi sul sistema esterno delle farmacie o delle strutture sanitarie».

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Tamponi a carico delle aziende

Per fare questo, però, bisognerebbe posticipare l’introduzione del super Green Pass, perchè al momento i tempi sono troppo ristretti. Posticipare di due settimane, andando a fissare la data il primo novembre, dovrebbe essere sufficiente. C’è poi la questione relativa ai costi. I sindacati vogliono che siano le aziende a farsi carico dei tamponi, i datori di lavoro invece preferirebbero non accollarsi questa ulteriore spesa.

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