Sciopero treni 18 ottobre: la situazione delle agitazioni per lunedì
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Sciopero trasporti 11 ottobre 2021: quali sono gli orari e i servizi garantiti

Lunedì è sempre un giorno difficile, si ricomincia a lavorare e l’umore non è mai alle stelle. Ma lunedì prossimo potrebbe essere ancora più complicato in virtù dello sciopero trasporti 11 ottobre 2021. Uno sciopero che non riguarderà solo i mezzi, ma anche scuola e uffici pubblici. Insomma i disagi saranno estesi a diversi settori. La durata prevista è di 24 ore ed è stato indetto dai sindacati per protestare contro una serie di criticità irrisolte: contratti a tempo indeterminato, parità salariale per le donne difficoltà della scuola. Chi ha necessità di spostarsi con i mezzi per lavoro o altro, vedrà comunque garantiti i servizi essenziali.

Non bastano i provvedimenti del Governo

I Cobas, però protestano contro il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) voluto da Draghi, che si occupa di alcuni settori ma “non costituisce una svolta nell’uso pubblico e sociale dell’ingente massa di denaro”. In particolare, tra gli argomenti dimenticati dal Governo, secondo i sindacati, ci sono riduzione del tempo di lavoro a parità di salario per contrastare la disoccupazione, regola generale del contratto a tempo indeterminato, abolizione Jobs Act e riforma Fornero. Ma anche parità salariale per le donne, reddito universale e potenziamento del trasporto pubblico.

I disagi maggiori riguarderanno coloro i quali usufruiscono dei treni di Trenitalia e di Italo a media e a lunga percorrenza. Garantiti da Trenitalia i servizi essenziali. Garantito anche il completamento della tratta da parte dei mezzi che sono in movimento al momento dell’avvio dello sciopero. Servizi garantiti anche da Italo, che assicura la metà dei servizi programmati.

Chi usufruisce dei mezzi per gli spostamenti regionali, invece, vedrà garantiti i servizi minimi nelle fasce orarie di maggiore frequentazione: dalle ore 06:00 alle ore 09:00 e dalle ore 18:00 alle ore 21:00 dei giorni feriali.

Non solo i trasporti

Lo sciopero in programma per lunedì 11 ottobre è stato indetto dalle spinte sindacali del Cobas – Confederazione dei Comitati di Base – e sancite da nota ministeriale (Nota Mi). Problemi anche per la scuola. Ma incroceranno le braccia soprattutto i lavoratori appartenenti al mondo dei trasporti, uffici pubblici e logistica. Stop ai trasporti (treni, aerei, autobus, metro, traghetti), ma anche scuola e uffici pubblici. Nel comunicato ufficiale, i Cobas spiegano come nel corso della pandemia, l’Unione Europea sia passata da politiche restrittive a politiche espansive, soprattutto grazie ai fondi del Recovery Fund. Ma il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) “non costituisce una svolta nell’uso pubblico e sociale dell’ingente massa di denaro”.

Leggi anche: Sciopero lunedì 11 ottobre: scuola e trasporti, gli orari garantiti

Il comunicato Cobas

Nel corso della pandemia l’Unione Europea é passata da politiche restrittive a politiche espansive. Il Recovery Fund con l’emissione di Eurobond ha avviato una politica economica incentrata sulla spesa pubblica in deficit, in controtendenza rispetto alla fase dell’”austerità”. Tale svolta va resa strutturale, a partire dalla cancellazione del debito pubblico detenuto dalla BCE e dalle Banche centrali nazionali, che per l’Italia ammonta al 20% del debito complessivo. Ma il PNRR italiano e degli altri paesi non costituisce invece una svolta nell’uso pubblico e sociale dell’ingente massa di denaro. Con lo sciopero generale dell’11 ottobre i COBAS puntano ad una radicale inversione di tendenza in tale uso, rivendicando:

– la riduzione del tempo di lavoro a parità di salario per contrastare la disoccupazione dovuta all’informatizzazione e robotizzazione della produzione;

– un lavoro di qualità in termini di diritti, con il contratto a tempo indeterminato come regola generale, l’innalzamento dei salari reali e un salario minimo europeo, l’abolizione del Jobs Act e della riforma Fornero; parità salariale per le donne; no allo sblocco dei licenziamenti e alla sospensione del reddito per mancanza di Green pass; sì alla soppressione di appalti e subappalti, con internalizzazioni a partire dal pubblico impiego;

– rivalutazione delle pensioni attuali e pensioni pubbliche garantite ai giovani:

– un reddito universale, esteso anche alle/ai migranti, che rafforzi il potere contrattuale dei lavoratori/tricii;

– il rafforzamento dei sistemi ispettivi e del ruolo delle RLS, per una reale sicurezza sul lavoro, maggiori sanzioni per i datori di lavoro inadempienti;

– un’inversione di tendenza rispetto ai disastri ecologici e al cambiamento climatico provocati dal capitalismo, evitando operazioni di green washing;

– il rilancio dello Stato sociale, tramite:

a) investimenti nella scuola pubblica, con la riduzione del numero di alunne/i per classe, l’aumento degli organici con l’assunzione delle/dei docenti con 3 anni di servizio e le/gli Ata con 2; per interventi immediati e di lungo periodo nell’edilizia scolastica e nei trasporti locali;

b) investimenti nella sanità pubblica con l’assunzione a tempo indeterminato di infermiere/i , medici e operatori socio-sanitari, potenziando la medicina sul territorio e nelle scuole, contro l’aziendalizzazione e la privatizzazione della sanità; per la sospensione dei brevetti e l’esportazione dei vaccini e della tecnologia per produrli in loco per la lotta alla pandemia;

c) potenziamento del trasporto pubblico, invertendo la privatizzazione/aziendalizzazione degli ultimi decenni, con il ritorno alla gestione diretta da parte dei soggetti pubblici.

d) adeguate assunzioni nel pubblico impiego per rispondere alle necessità sociali (cura anziani e disabili in casa, tutela del territorio e dell’ambiente, bisogni culturali e sportivi ecc.)

Contro la repressione degli scioperi e delle lotte sociali, per una vera democrazia nelle aziende, contro il monopolio dei sindacati concertative sui diritti sindacali..

Con questa piattaforma, i COBAS hanno convocato, insieme a tutto il sindacalismo conflittuale, lo sciopero generale dell’11 ottobre e manifestazioni locali nelle principali città. A Roma, in particolare, si svolgerà un corteo che partirà da P. della Repubblica (ore 10)

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