Ministero, i tamponi non validi per ottenere Green pass. Nuova circolare
Scuola

Green pass scuola: docenti fanno tampone ma non serve a nulla

Dopo l’entusiasmo iniziale, iniziano ad emergere una serie di problematiche relative al funzionamento della piattaforma che consente di verificare il regolare possesso di Green Pass o meno da parte di tutto il personale scolastico. Una piattaforma che ha scongiurato il rischio di controllo manuale del Green Pass, con tutte le conseguenze che avrebbe portato. Ma si tratta di una piattaforma non esente da difetti, e come sempre sono i casi singoli che lo mettono in evidenza, con tutte le conseguenze che i singoli dipendenti sopportano sulla propria pelle.

Piattaforma regionale in tilt

A creare problemi, infatti, più che la piattaforma dei controlli messa in piedi in pochi giorni dai tecnici del ministero, sarebbe la piattaforma regionale che gestisce il rilascio della certificazione verde a seguito dei tamponi. Se i tempi non sono brevi, ecco che l’aver effettuato un tampone diventa di fatto inutile, perchè il dipendente scolastico che si reca a scuola si trova comunque impossibilitato a entrare, non avendo un Green Pass aggiornato che mostra il tampone negativo.

Si starebbero moltiplicando i casi in cui gli insegnanti, ma non solo, non riescono ad accedere regolarmente a scuola con Green Pass valido. Il problema principale deriverebbe dal malfunzionamento della piattaforma regionale per il rilascio del Green Pass da tampone, attiva presso le farmacie convenzionate. Secondo alcune testimonianze, il sistema regionale va spesso in sovraccarico, rendendo impossibile il caricamento dei dati necessari relativi agli esiti dei tamponi.

Docenti chiedono permessi non retribuiti

Il malfunzionamento durerebbe in alcuni casi anche alcune ore. E così chi ha fatto il tampone di pomeriggio, resta in attesa inutilmente nella speranza di avere il Green Pass valido per la mattina dopo. La conseguenza è il non poter accedere a scuola. I docenti stanno risolvendo la questione chiedendo permessi non retribuiti, in modo da non incorrere nella sanzione e non essere oggetto di sospensione. Ma il tutto crea inevitabilmente notevoli disagi, oltre che un costo non da poco, se si sommano le ore di lavoro non retribuite e il costo del tampone stesso.

Un problema che sta per allargarsi

Ricordiamo infatti che per chi non vuole vaccinarsi pur non avendo alcun impedimento di salute, il tampone non è gratuito. E in caso di non disponibilità del Green Pass, è precluso l’accesso a scuola e si è ritenuti assenti ingiustificati. Dopo cinque giorni di assenza ingiustificata, scatta la sospensione senza stipendio a tempo indeterminato. Un problema che adeso riguarda il mondo della scuola, ma che a breve riguarderà tutti i dipendenti del pubblico e del privato, con il rischio di intasare ulteriormente la piattaforma regionale.

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