Riforma fiscale: modello tedesco per ridurre pressione su dipendenti e pensioni
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Riforma fiscale: modello tedesco per ridurre pressione su dipendenti e pensioni

Proprio nel periodo in cui moltissimi italiani, soprattutto autonomi con partita Iva, si trovano a fare i conti con il pagamento delle tasse, si comincia a parlare di riforma fiscale. Un provvedimento che risulta necessario e che è ormai atteso da diversi anni, ma che proprio per il delicato settore che va a rivoluzionare, va vagliato dall’esecutivo con massima calma e accuratezza.Riforma fiscale: modello tedesco per ridurre pressione su dipendenti e pensioni

Riequilibrare le aliquote

La necessità di riformare il sistema fiscale italiano nasce dal bisogno di riequilibrare quello che sembra un modello penalizzante unicamente per un determinato settore produttivo del Paese. Come sempre, in questi casi, le cifre spiegano molto meglio di mille parole: in Italia coloro i quali hanno un reddito che va da 28mila a 55mila euro, quello che viene definito il ceto medio, paga l’IRPEF al 38%. Un’aliquota che sembra insostenibile e che finisce per frustrare tutto l’economia, paralizzando i consumi e portando a quel fenomeno tutto italiano della corsa al risparmio. Un fenomeno che blocca sui conti correnti degli italiani miliardi di euro, penalizzando l’economia.

Aumentare o diminuire gli scaglioni

L’IRPEF, tassa progressiva pensata con una aliquota crescente in proporzione al reddito, è comunque, per chi ha redditi fino a 15mila euro, pari al 23%. Sale, per chi ha redditi fino a 28mila euro, al 27%. Quello che poi appare iniquo è che chi guadagna poco sopra i 28mila euro, dunque stipendi buoni ma non altissimi, paghi il 38% come chi guadagna 50mila euro, fascia di reddito decisamente più benestante.

Ispirarsi al sistema tedesco

Proprio in questa forbice di tassazione potrebbe intervenire (ma non solo) la riforma fiscale, in modo da riequilibrare abbassando la percentuale di tassazione in questo terzo scaglione del 38%, magari aggiungendone un quarto che si ponga a metà (fino a 35mila euro, ipotesi) tra il 27 e il 38%. Il risultato andrebbe ridurre la pressione fiscale sui ceti medi e sulle pensioni.

Un altra ipotesi è passare dagli attuali 5 scaglioni IRPEF a 3 (con aliquota al 23, 33 e 43%). Ma è al vaglio anche la possibilità di introdurre un sistema ad aliquota continua limitato solo alle fasce di reddito medie. L’idea sarebbe mutuata dal sistema tedesco. Certamente non sarà semplice trovare un accordo tra le varie forze politiche su un argomento delicato come questo.

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