Zaia spinge per la didattica a distanza: Salvini a sorpresa sta con Conte e Azzolina
Scuola

Zaia spinge per la didattica a distanza: Salvini a sorpresa sta con Conte e Azzolina

Tra i governatori maggiormente convinti che la didattica a distanza sia non solo utile per ridurre i contagi, ma addirittura indispensabile, c’è Zaia, uno di quei presidenti di Regione maggiormente in prima linea, suo malgrado, durante l’emergenza Covid di marzo. Zaia si dice convinto che valga la pena provare con la didattica a distanza. Ma Salvini non è dello stesso avviso, restando convinto che è decisamente meglio andare a scuola. E quindi, per una volta, è d’accordo con il premier Conte e con la tanto criticata ministra Azzolina.

Zaia spinge per la didattica a distanza: Salvini a sorpresa sta con Conte e Azzolina
Il vice presidente del Consiglio e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, durante la presentazione del piano “Sport & Periferie” presso la sala dei Galeoni di Palazzo Chigi a Roma, 20 giugno 2019. ANSA/CLAUDIO PERI

In questo senso, Zaia è convinto che il Dpcm va corretto. Non è il solo governatore a criticare il nuovo decreto di Conte. Anche Toti e Fontana sono convinti che le Regioni siano state inascoltate. Zaia sottolinea come il tema della didattica a distanza lo abbia posto proprio lui per provare a ridurre l’affollamento sui mezzi di trasporto pubblico, principale fonte di contagio. Lo scopo di lockdown è quello di scongiurare un nuovo lockdown, e soprattutto non arrivare a causare nuova pressione sugli ospedali. Al momento non è ancora emergenza, ma bisogna comunque invertire il trend prima possibile.

In questo senso, importante il fatto che in Veneto ci si è già messi al lavoro per l’autodiagnosi. Lo scopo è farsi il test da soli. Una soluzione, secondo Zaia, potrebbe essere quella della didattica a distanza a rotazione per gli ultimi anni di superiori. In questo modo si otterrebbe un doppio risultato: alleggerire l’affollamento sui mezzi pubblici, presi dai ragazzi più grandi, e non creare problemi ai genitori che devono lavorare, considerato che si tratta di una fascia di età che può restare a casa senza necessità di un controllo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *