24 CFU concorso scuola 2018: le linee guida del Miur

Concorso non abilitati: quando chiedere i 24 Cfu per le prove

Uno degli aspetti più controversi da chiarire in vista del concorso scuola 2018 è quello relativo all’acquisizione dei 24 cfu. Il Miur ha in questo senso avuto un incontro con i sindacati che è servito a emanare le Linee Guida di chiarimento sui 24 CFU in discipline antropo – psico – pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche. Sono crediti indispensabili per poter accedere al concorso 2018 per non abilitati nella scuola secondaria.







Uno degli aspetti subito chiariti è quello relativo al fatto che la singola Università potrà rilasciare attestati riguardanti esclusivamente le attività svolte presso la stessa Università.

Si tratta di attestati che dovranno indicare le attività svolte. Quindi anche SSD, CFU, votazione finale ed obiettivi formativi e/o programma affrontato dal candidato.

Una volta acquisite queste attestazioni, l’Istituzione presso cui lo studente/candidato chiede il completamento del percorso formativo, rilascerà apposita certificazione finale, previa verifica del raggiungimento complessivo degli obiettivi formativi previsti ai sensi dell’art. 3, comma 5 del DM 616/17.

Per quanto riguarda i costi del certificato finale si rinvia ai limiti di costo espressamente individuati all’art. 4 commi 1 e 2 del D.M. 616/2017. Detti limiti sono da considerarsi assolutamente insuperabili.

Per quanto attiene ai costi degli eventuali attestati si rinvia ai regolamenti interni dei singoli Atenei.

Altra questione da chiarire riguarda i crediti conseguiti in precedenza. In questo senso la certezza è che non c’è automatismo, come già indicato dall’Università di Palermo.

Un esame semestrale sostenuto in un corso di laurea vecchio ordinamento vale 6 CFU, un esame annuale 12. L’attribuzione dello specifico SSD è attestata dall’Università presso cui l’esame è stato sostenuto.

Si ricorda comunque che devono essere in ogni caso acquisiti almeno 6 crediti in almeno 3 ambiti dei quattro indicati dal D. Lgs. 59/2017.

1) pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione;

2) psicologia:

3) antropologia;

4) metodologie e tecnologie didattiche

Nel caso in cui siano riconosciuti come validi più di 24 CFU in due dei quattro ambiti previsti, è comunque necessario conseguire almeno 6 CFU in uno degli altri due ambiti rimanenti per poter ricevere la certificazione necessaria a fini concorsuali.

Altro elemento da tenere presente: nel caso in cui coincidano, i crediti acquisiti all’interno del percorso per i 24 CFU possono essere contati anche per il soddisfacimento dei requisiti, espressi in termini di possesso di crediti in determinati SSD, per l’accesso alle classi concorsuali per l’insegnamento.

Per quel che riguarda il Dottorato, gli iscritti allo stesso o ad una Scuola di Specializzazione possono acquisire i 24 CFU durante il loro percorso formativo.

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Invece il semestre aggiuntivo è riconosciuto agli studenti iscritti a un corso di laurea o laurea magistrale dell’Ateneo che facciano domanda per acquisire totalmente o anche solo parzialmente i 24 CFU come crediti aggiuntivi e non curriculari. Questa estensione di durata del corso di studio può avvenire una sola volta nella carriera dello studente.

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Infine il tema legato al numero chiuso. Il Miur si è espresso negativamente riguardo la circostanza che ci possano essere limitazioni numeriche all’accesso degli aspiranti candidati. Nel caso di difficoltà logistiche del singolo Ateneo, questo potrà eventualmente attivare convenzioni con altri atenei, in modo da soddisfare e sostenere le richieste di iscrizione o replicare più cicli nel corso di uno stesso anno accademico.

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