Educatore per l’infanzia: dal 2019 fondamentale la laurea

Riforma scuola infanzia 0-6 anni: come cambia il percorso per educatori e docenti
Docenti di infanzia e primaria: PAS per abilitarsi alla scuola secondaria

La delega presentata dal Ministero dell’Istruzione in merito al sistema integrato 0-6 anni continua a sollevare polemiche.




Prima di tutto cerchiamo di comprendere quali sono le novità che verranno apportate con questa riforma.

La prima è legata ai titoli. Le educatrici dei servizi per la prima infanzia dovranno possedere una laurea e cioè quella in Scienze dell’educazione nella classe L19 (indirizzo per educatori dei servizi per infanzia) oppure la laurea magistrale in scienze della formazione primaria.

Ad essere validi saranno anche i titoli che vanno dalla qualificazione universitaria a quella di livello secondario o professionale regionale.

La seconda novità è invece legata alle risorse. Il Miur (Ministero dell’Istruzione) infatti afferma che nascerà un fondo da 200 e più milioni l’anno (precisamente si parla di 672 che andranno a coprire il triennio 2017-2019).

Queste risorse serviranno per la messa in sicurezza e la ristrutturazione di edifici di nidi e scuole dell’infanzia, la formazione del personale, ecc.

Proprio di recente l’Ufficio del Senato ha mosso alcune osservazioni in merito alla delega relativa al sistema integrato 0-6 anni.

Parlando di quest’argomento non possiamo non fare riferimento a tutti quei docenti che lavorano attraverso il diploma magistrale abilitante.

Sappiamo bene infatti che tutti i soggetti che hanno conseguito il diploma magistrale entro l’anno scolastico 2001/2002 possiedono l’abilitazione all’insegnamento.

Tutte queste persone possono partecipare ai concorsi pubblici per la scuola d’infanzia e la scuola primaria.

In merito proprio ai diplomati magistrale ci sono degli aggiornamenti. Alcuni ricorsi presentati al Tar del Lazio in merito all’inserimento di alcuni candidati all’interno delle Gae (Graduatorie ad esaurimento), sono stati rigettati.




E’ normale la preoccupazione da parte di molti ricorrenti. Ricordiamo che prima di questi ultimi ricorsi, ce ne sono stati tanti altri che hanno avuto sentenze positive e sono stati accolti dal Tar oppure dal Consiglio di Stato.

Invitiamo tutti a prestare attenzione alle prossime sentenze.

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